Andare in pensione a 64 anni è un qualcosa che ancora una volta molti contribuenti potranno fare. Partiamo da una considerazione di fondo. Solo chi non ha versamenti in epoca retributiva può andare in pensione a 64 anni di età. Infatti, esiste una misura che si chiama pensione anticipata contributiva che è appannaggio esclusivamente di soggetti che hanno il loro primo accredito dopo il 31 dicembre 1995. Una volta arrivati a 64 anni questi soggetti continueranno a poter andare in pensione anche nel 2026. Ma con una possibilità in meno rispetto al 2025.
La pensione anticipata contributiva del 2026, ecco i requisiti
La misura di cui parliamo è strutturale perché rientra a pieno titolo dentro la pensione anticipata ordinaria. La versione di pensione anticipata per i contributivi puri si centra con 64 anni di età ed almeno 20 anni di contributi versati. Ma ad una condizione, e cioè che la pensione sia liquidata per un importo che non può essere inferiore all’importo dell’assegno sociale moltiplicato per tre (circa 546 euro al mese l’assegno sociale e quindi, circa 1.638 euro al mese, ndr). Solo le donne che hanno avuto dei figli possono godere del vantaggio di poter andare comunque in pensione anche con un trattamento ridotto. Infatti, per le donne con un solo figlio avuto la soglia è pari all’importo dell’assegno sociale moltiplicato per 2,8. Invece per chi ha avuto più figli il limite è fissato all’importo dell’assegno sociale moltiplicato per 2,6.
Ecco cosa cambia adesso per le anticipate contributive
Nel 2025 fu introdotta una grande novità e cioè la possibilità di aggiungere alla pensione liquidata dall’INPS anche la rendita da fondi pensione complementare. In parole povere, per arrivare a quelle soglie di pensione minima prima citate, gli interessati potevano aggiungere anche quanto maturato nei fondi pensione integrativi. Una possibilità in più che facilitava chi nel 2025 doveva arrivare ad una pensione pari a 3 volte l’assegno sociale per poter uscire a 64 anni. Una possibilità che adesso nel 2026 viene meno. Il governo nella manovra di Bilancio infatti ha deciso di eliminare questa possibilità. Quindi per la pensione a 64 anni di età nel 2026 si deve considerare per il diritto all’uscita, solo ciò che è stato maturato all’INPS e quindi nella previdenza obbligatoria.