Le tre vie del 2023 per la pensione con 20 anni di contributi

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assegno unico ed RDC

Anche nel 2023 le pensioni hanno due numeri fondamentali che restano quelli più importanti del sistema a prescindere da tutta una serie di misure di pensione anticipata che sono state introdotte in questi anni. I due numeri in questione sono 67 e 20. Naturalmente 67 sta a indicare l’età pensionabile vigente, cioè gli anni che bisogna avere per poter accedere alle pensioni di vecchiaia ordinarie. Il numero 20 invece è la soglia contributiva minima per poter rientrare in una determinata misura pensionistica. Ed è proprio sui 20 anni di contributi necessari per poter accedere alle pensioni che bisogna sottolineare che sono tre le misure che consentono un pensionamento di questo genere. Misure valide anche nel 2023 è che pertanto, sono le misure su cui dovrà ricadere la scelta dei lavoratori interessati al pensionamento senza una lunga carriera contributiva.

In pensione con 20 anni di contributi nel 2023 quando è fattibile?

A 67 anni di età, la misura principe utilizzabile è quella di vecchiaia ordinaria. In questo caso si può prendere la pensione a 67 anni di età con 20 anni di contributi e senza ulteriori vincoli, limiti, o requisiti aggiuntivi. Ma sempre 20 anni di contributi è la carriera utile per accedere ad una delle forme di pensionamento anticipata più notevoli che il sistema ha al suo interno. Parliamo della pensione di vecchiaia con invalidità pensionabile. Infatti potranno uscire dal lavoro anche nel 2023 le donne con 56 anni di età e gli uomini con 61 anni. Ma c’è da attendere 12 mesi di finestra per la decorrenza della prestazione. Inoltre occorre una invalidità specifica pari al 80%. E per invalidità specifica si intende l’invalidità pensionabile che viene assegnata ad un soggetto da parte dei medici accertatori dell’INPS. Parliamo dell’invalidità che determina una riduzione della capacità del lavoratore di svolgere le comuni mansioni della propria attività lavorativa.

A 20 anni alcune volte possono bastare pure 64 anni di età

È sempre di 20 anni di contributi versati la soglia minima per poter accedere alla cosiddetta pensione anticipata contributiva. In questo caso però i limiti della misura sono abbastanza rigidi e non tutti possono sfruttare questo canale di uscita. Resta il fatto che è una misura che consente il pensionamento a partire dai 64 anni ed una volta completati i 20 anni di versamenti. Ma non basta solo questo naturalmente. Infatti parliamo di una misura che oltre all’età e ai contributi, e quindi, oltre al completamento della combinazione 64 + 20, prevede anche che la pensione sia liquidata per un importo non inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale. Oltretutto, la misura è destinata esclusivamente a quanti hanno iniziato a versare i contributi previdenziali dopo il 31 dicembre 1995.

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