Naspi, niente taglio fino a dicembre, poi?

Col decreto Sostegni bis bloccato il decalage ma fino a fine anno.
naspi

Per chi percepisce la Naspi da mesi la grande novità è lo stop al decalage del 3% al mese. È stato deciso dal decreto Sostegni bis per via della grave situazione economica derivata dalla pandemia. Una sorta di aiuto ai beneficiari della Naspi, che hanno visto preservato il valore della loro indennità che altrimenti dal quarto mese di fruizione doveva scendere del 3% al mese.

Il dubbio adesso è cosa accadrà a gennaio prossimo, perché lo stop è stato deciso fino a fine anno, ovvero al 31 dicembre 2021. Si ripartirà col taglio del 3% al mese o al contrario, con la Naspi di gennaio il taglio sarà più corposo e cioè pari a tutte le mensilità precedenti in cui esso non è stato applicato?

Naspi e decalage, non tutti beneficiano dello stop al taglio del 3%

Una decisione, quella di salvaguardare la Naspi per i suoi beneficiari, che è stata introdotta per via dell’emergenza di questi mesi, ma che non copre tutti. Per esempio, gli stagionali che oggi prestano ancora servizio in alberghi, stabilimenti balneari, villaggi e così via, cioè coloro che faranno ricorso alla Naspi presumibilmente da settembre, non potranno sfruttare il vantaggio dal momento che il loro quarto mese di fruizione cadrà dopo il 31 dicembre 2021.

In altri termini, lo stop al decalage del 3% è stato già fruito da chi il quarto mese di Naspi lo ha percepito dopo l’entrata in vigore del provvedimento.

Cosa accade a gennaio 2022 in materia di Naspi?

Adesso il dubbio, su cui occorreranno i chiarimenti dell’Inps, è se il decalage è stato un “regalo” ai lavoratori o se invece si è trattato di una sorta di prestito. Infatti a gennaio, a provvedimento cessato, tornerà il calo strutturale del 3% al mese per le Naspi. Ma chi per esempio, non ha visto decurtare la Naspi in questi ultimi mesi dell’anno, a gennaio subirà il taglio del 3% e basta oppure ne subirà uno più elevato?

Le ipotesi sono sostanzialmente tre. O si procederà col taglio del 3% della Naspi di gennaio rispetto a quella percepita a dicembre per esempio. La seconda via sarebbe quella di procedere al taglio del 3%, ma considerando l’importo che sarebbe stato tagliato senza lo stop al decalage. In pratica, si considera come se a dicembre fosse stata percepita la Naspi normalmente, cioè compreso il decalage nonostante non sia stato applicato e poi si procede alla decurtazione del 3%. Ma c’è chi parla addirittura di un taglio netto a gennaio, con la restituzione di tutti i soldi che non sono stati decurtati in precedenza, quasi fosse stato un prestito temporaneo erogato.

Una soluzione questa davvero radicale, che metterebbe per esempio, chi a gennaio non sarà più beneficiario della Naspi, a debito nei confronti dell’Inps. Ed in questo caso il mancato decalage diventerebbe un autentico debito nei confronti dell’Inps, con tanto di obbligo di restituzione tramite versamento.

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