Con 20 anni di contributi per la pensione bastano 65 anni di età, ecco perché Con 20 anni di contributi per la pensione bastano 65 anni di età, ecco perché

Nuova Ape sociale 2026, la guida pensione anticipata

Confermata l’Ape sociale per il 2026, ecco quando e chi andrà in pensione con questa misura l’anno prossimo e come.

Chi sperava nella conferma dell’Ape sociale potrà dirsi soddisfatto. Infatti la misura è stata prorogata dalla manovra.

Si potrà andare in quiescenza con questa misura anche nel 2026. Ecco i punti cardine della misura per chi intende sfruttarla nel 2026.

Nuova Ape sociale 2026, la guida alla misura e chi saranno i nuovi beneficiari della pensione anticipata

Andare in pensione nel 2026 con l’Ape sociale sarà ancora una volta possibile. Esaudite le richieste di quanti volevano la misura non più cessata il 31 dicembre 2025, sorte che invece è accaduta ad opzione donna ed a quota 103.

Dentro questa possibilità di pensionamento anticipato i lavoratori che completano entro il 31 dicembre 2026, 63 anni e 5 mesi di età e 30 o 36 anni di contributi.

Nuova Ape sociale 2026, la guida alla misura

Ricapitolando, per l’Ape sociale 2026 potranno lasciare il lavoro quanti raggiungono:

  • Almeno 63 anni e 5 mesi di età;
  • Minimo 36 anni di contributi per chi svolge un lavoro gravoso;
  • Minimo 30 anni di contributi per chi rientra tra i caregivers, gli invalidi o i disoccupati.

Possono avere accesso all’Ape sociale 2026 gli invalidi cui la commissione medica invalidi civili ASL ed INPS ha riconosciuto almeno il 74% di invalidità.
Poi dentro l’Ape sociale 2026 ci sono i caregivers che da almeno 6 mesi assistono un parente stretto disabile grave o un parente o affine entro il secondo grado, purché questi ultimi si trovino privi dei genitori, o con genitori anziani (sopra i 70 anni di età, ndr) o a loro volta invalidi gravi. I 6 mesi di assistenza si dimostrano con la convivenza con l’invalido che deve essere nello stesso immobile con lo stesso numero civico. Nei casi di immobili condominiali e simili, anche se l’interno è diverso fa fede il numero civico.

Ape sociale 2026 e questione disoccupati in Naspi


I disoccupati devono invece aver terminato di percepire interamente la Naspi loro spettante dopo aver perso involontariamente il lavoro (non dimissioni volontarie quindi, ndr).
Anche se recenti pronunce dei giudici hanno dimostrato come conti lo status di disoccupato e non la fruizione completa della Naspi, non vuol dire che siano cambiate le norme. Infatti le pronunce in genere in Italia creano solo un precedente. La liberazione da un requisito stringente previsto da un Tribunale vale solo per i ricorrenti ma non obbliga l’INPS ad adottare la nuova interpretazione. Chi svolge una delle attività di lavoro gravoso previste (in tutto sono 15), deve aver svolto tale tipologia di lavoro per 6 anni sugli ultimi 7 di carriera o per 7 anni sugli ultimi 10 anni di carriera.

Niente lavoro dipendente o autonomo per chi va in pensione con l’Ape sociale

Chi va in pensione con l’Ape sociale 2026 non potrà svolgere alcuna attività lavorativa per arrotondare quanto prende di pensione con l’Anticipo pensionistico. Nessun lavoro, sia da dipendente che da lavoratore autonomo o professionista.

L’unica eccezione è il lavoro autonomo a carattere occasionale, sempre che non ecceda i 5.000 euro annui (anno solare e non anno di lavoro, ndr).
La misura continuerà ad essere come oggi, ovvero con tutte le sue limitazioni. Infatti anche per l’Ape sociale 2026 andranno considerate queste regole:

  • niente tredicesima;
  • nessuna maggiorazione o integrazione al trattamento minimo INPS;
  • niente reversibilità in caso di decesso del titolare della prestazione;
  • importo massimo fino a 1.500 euro al mese;
  • nessuna indicizzazione al tasso di inflazione;
  • niente assegno nucleo familiare;
  • decadenza della prestazione al compimento dei 67 anni di età.