Pensione anticipata 2023, ad essere penalizzate sono le donne

Le nuove misure di pensione anticipata 2023 sembra essere studiate per penalizzare le donne. Vediamo il perchè.
pensioni con quota 103

La grande attesa per come si andrà in pensione nel 2023 è giunta al termine. La bozza della Legge di Bilancio da una prima idea di quelle che saranno le principali novità in ambito previdenziale. Anche se non tutto sulla pensione anticipata 2023 è ancora stabilito e qualche modifica potrebbe ancora essere apportata.

Pensione anticipata 2023

Da quello che emerge, però, è che le grandi penalizzate da questi cambiamenti sono le donne. Con le radicali modifiche apportate all’opzione donna, infatti, viene meno un importante strumento di anticipo. Che da quel che si comprende dal 2023 potranno utilizzare solo caregiver , disoccupate e invalide. E premierà le donne che hanno avuto figli. Come se, nella maggior parte dei casi, l’avere figli o meno possa essere una scelta.

Ma non solo opzione donna. Anche la quota 103 sembra essere una misura dedicata agli uomini. Perchè, in fin dei conti alle donne permette un anticipo di soli 10 mesi rispetto alla pensione anticipata ordinaria. E tra l’altro quest’ultima non pone neanche paletti anagrafici e vincoli di importo.

Ma per le donne arrivare a maturare 41 anni di contributi è molto più difficile rispetto agli uomini. Vuoi per le gravidanze, vuoi anche per la cura familiare. Ma anche per eventuali bisogni di genitori anziani. Alla fine sono sempre le donne a sacrificare la propria carriera per dedicarsi alla famiglia o alla cura degli infermi.

In ogni caso, questa riforma non aiuta certamente le donne ad accedere alla pensione prima. In primis perchè irrigidisce e rende più selettiva l’opzione donna. E poi perchè inserisce una misura che, come già detto, predilige il candidato uomo.

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