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Pensione anticipata con la quota 97,6, ecco come funziona prima dei 62 anni di età

Pensione anticipata con la quota 97,6, ma solo per determinati lavoratori, ecco quali e con quali requisiti.

Se c’è una misura che ha nell’età di uscita un netto vantaggio rispetto alle altre misure questa è la pensione anticipata con la quota 97,6. Una misura che però riguarda solo un determinato perimetro di contribuenti. Infatti si parla del famoso scivolo usuranti. Ma come funziona la misura?

Pensione anticipata con la quota 97,6, ecco come funziona prima dei 62 anni di età

La pensione anticipata con la quota 97,6 riguarda solo i lavoratori che svolgono una delle attività che rientrano nello scivolo lavoro usurante. In base a quanto previsto nel decreto del Ministero del Lavoro del 19 Maggio 1999 i lavori che consentono di anticipare la pensione con lo scivolo sono:

  • attività lavorativa in galleria, nella cava, o in miniera;
  • lavoro svolto in cassoni ad aria compressa;
  • lavoro come palombaro;
  • attività svolta in costante esposizione ad alte temperature;
  • lavoro del vetro cavo;
  • lavoro svolto in spazi ristretti;
  • attività connesse all’asportazione dell’amianto.

A tutte queste particolari attività si sommano le seguenti:

  • attività di conducente di mezzi di trasporto pubblico;
  • lavoro notturno;
  • attività nella linea catena.

Per la pensione anticipata con la quota 97,6 bisogna avere almeno 61 anni e 7 mesi di età ed almeno 35 anni di contributi versati. Sommando età e contributi, con l’aggiunta delle frazioni di anno bisogna arrivare a quota 97,6.

Ecco come fare con le due domande che servono

Per andare in pensione anticipata con la quota 97,6 bisogna presentare una domanda anticipata che precede quella di pensionamento vero e proprio che va presentata in concomitanza più o meno con la maturazione del diritto alla pensione. Si tratta dell’istanza di certificazione del diritto alla pensione in regime usuranti, che va presentata sempre entro il primo maggio dell’anno precedente quello in cui si sfrutterà la misura. Presentare le domande certificative con cui l’INPS conferma il diritto al trattamento fa perdere fino a tre mesi di pensione perché slitta la decorrenza. Ed in misura proporzionale al ritardo nella presentazione della già citata istanza di certificazione.

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