Pensione anticipata con quota 96, ma come?

mazzarella
Pensioni con la quota 96 davvero possibili? ecco come si potrebbe fare.
In pensione

Quando noi di Pensioni e Fisco fummo i primi a individuare nella quota 96 una possibile soluzione ai mali del sistema previdenziale italiano per un ipotetica nuova riforma, centrammo perfettamente il punto. Infatti dopo qualche mese anche al governo arrivò una nuova idea, e proprio quella di ripristinare la quota 96 come possibile novità previdenziale per il 2024. Adesso l’interesse per questa misura è un pochino calato dal momento che se ne parla di meno, ma resta una misura che potrebbe davvero essere introdotta. E soprattutto con degli opportuni correttivi. Perché rispetto al 2011, quando la misura funzionava, le condizioni lavorative e sociali oltre che delle casse dell’INPS sono drasticamente cambiate.

Pensione anticipata con quota 96, ma come?

La quota 96 ha funzionato fino al giorno in cui il governo Monti ha introdotto la riforma Fornero. Infatti la legge Fornero non fece altro che eliminare le pensioni di anzianità, compresa la quota 96, per introdurre le pensioni anticipate ordinarie. In pratica dall’avvento della riforma Fornero i lavoratori subirono un netto inasprimento dei requisiti di accesso alle pensioni perché scomparì la pensione di anzianità che consentiva il pensionamento con 40 anni di contributi versati e scomparì pure questa quota 96 che come alternativa consentiva il pensionamento a partire dai 60 anni di età con 35 anni di contributi versati. Se consideriamo che le pensioni anticipate ordinarie si accendono con 42,10 anni di contributi versati per gli uomini o 41,10 anni di contributi versati per le donne, è evidente che la situazione sia nettamente peggiorata. A maggior ragione se consideriamo che l’età pensionabile per le pensioni di vecchiaia ordinarie oggi è a 67 anni di età e quindi ben sette anni dopo la possibile uscita dal lavoro con la quota 96 dell’epoca.

Come si potrebbe ripartire da quota 96

L’idea di ripristinare in toto la quota 96 però non è certo la cosa più semplice che si possa fare. Infatti ha minato la stabilità delle casse dell’INPS perfino la quota 100 per i tre anni di durata dal 2019 al 2021. La quota 100 consentiva di uscire con 62 anni di età e con 38 anni di contributi versati e comunemente si sostiene che la misura era troppo onerosa per le casse dello Stato. Figuriamoci una pensione con quota 96. Ma con gli opportuni correttivi la misura potrebbe davvero diventare fruibile. Basta per esempio inserire il calcolo contributivo della prestazione a chi accede alla quiescenza anticipata grazie alla quota 96. 

Segui Pensioni&Fisco su Google News, selezionaci tra i preferiti cliccando in alto la stellina
X
Configura Cookie