Pensione con 20 anni di contributi con la riforma sarà più facile

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Andare in pensione con 20 anni di contributi oggi è ammesso ma a determinate condizioni. La soglia contributiva è utile per le pensioni ordinarie e per qualche scivolo. Ma dal 2024 potrebbe diventare la costante del sistema, perché una ipotesi di flessibilità pura prevede questo. E per flessibilità pura parliamo di misure che consentono ai lavoratori di poter liberamente scegliere l’uscita dal lavoro a loro rischio e pericolo. Perché più contributi si versano, più si prende di pensione. E per contro, meno si versa nel salvadanaio del montante contributivo, meno si prende di pensione.

La pensione con 20 anni di contributi oggi, ecco come

Nel 2023 le possibilità di uscire dal lavoro con 20 anni di contributi sono tante, anche se qualcuna non è nemmeno considerata dai lavoratori. Con 20 anni di contributi c’è la pensione anticipata ordinaria. Significa poter andare in pensione una volta raggiunti i 20 anni di contributi ed i 67 anni di età. Ma 20 anni di contributi si può lasciare il lavoro anche a 64 anni. ma bisogna aver iniziato a lavorare dopo il 1995 e riuscire a spillare una pensione pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale per poter sfruttare il canale agevolato. La misura è la pensione anticipata contributiva. E la pensione pari a 2,8 volte l’assegno sociale è pari a circa 1.310 euro al mese nel 2022, e sarà vicina ai 1.400 euro al mese nel 2023.

Lo scivolo aziendale

Ma con 20 anni di contributi, per chi lavora in aziende con almeno 50 dipendenti a libro paga, c’è anche il contratto di espansione. Che consente uscite a chi si trova a 5 anni di distanza dalla pensione anticipata o dalla pensione di vecchiaia. In pratica, prepensionamento a carico dell’azienda, e figlio di accordi coi sindacati, a partire da 37,10 anni di contributi senza limiti di età o a partire dai 62 anni con 20 anni di contributi versati.

Invalidi in pensione prima con 20 anni di contribuiti

Andare in pensione con 20 anni di versamenti è un fattore importante se si parla di invalidi. Infatti i lavoratori che hanno una invalidità pensionabile pari o superiore all’80% possono godere della pensione a 56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini. Ma c’è la concreta possibilità che dal 2024, a riforma delle pensioni approvata e varata, 20 anni di contributi torni profondamente in auge. Infatti non c’è sistema contributivo per le pensioni che non abbia flessibilità al suo interno. Se è vero che più soldi (contributi) si versano nel montante contributivo, più si piglia di pensione, è evidente che sarà l’interesse del lavoratore decidere quando uscire. E se a 62 anni ad un lavoratore la pensione proveniente dai 20 anni di contributi basta come importo, lo stesso lavoratore dovrebbe essere in diritto di andarci.

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