Pensione da 57 a 71 anni, a parità di contributi come cambia l’importo?

Alle volta conviene non richiedere la pensione subito e attendere qualche altro anno: l’importo aumenta.
Pensione

Più tardi si va in pensione e maggiore è l’importo dell’assegno spettante. E non solo se il lavoratore continua a lavorare e a versare contributi. Ad influire sull’importo della pensione è anche l’età di accesso, soprattutto per quello che riguarda la parte contributiva della pensione.

Pensione come cambia l’importo in base all’età

Supponiamo che un lavoratore abbia contributi versati interamente nel sistema contributivo (i coefficienti di trasformazione, infatti, non hanno effetto sulla quota della pensione maturata nel sistema retributivo) e che al compimento dei 62 anni abbia un montante contributivo pari a 200mila euro.

La trasformazione del montante contributivo in pensione annua si ottiene moltiplicando il coefficiente di trasformazione relativo all’età per il montante contributivo. Ma i coefficienti di trasformazione crescono al crescere dell’età e proprio per questo versati a 57 anni la pensione sarà nettamente più bassa rispetto a quella che si otterrebbe con gli stessi contributi a 71 anni.

Facciamo i calcoli sull’esempio pratico del montante contributivo di 200mila euro applicando i coefficienti di trasformazione in vigore per il biennio 2021/2022:

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a 57 anni si applica il coefficiente di trasformazione 4,186% che moltiplicato per il montante contributivo di 200mila euro restituisce una pensione annua di 8372 euro l’anno (644 euro per 13 mensilità).

a 58 anni si applica il coefficiente di trasformazione 4,289% che moltiplicato per il montante contributivo di 200mila euro restituisce una pensione annua di 8578 euro l’anno (660 euro per 13 mensilità).

a 59 anni si applica il coefficiente di trasformazione 4,399% che moltiplicato per il montante contributivo di 200mila euro restituisce una pensione annua di 8798 euro l’anno (677 euro per 13 mensilità).

a 60 anni si applica il coefficiente di trasformazione 4,515% che moltiplicato per il montante contributivo di 200mila euro restituisce una pensione annua di 9030 euro l’anno (695 euro per 13 mensilità).

a 61 anni si applica il coefficiente di trasformazione 4,639% che moltiplicato per il montante contributivo di 200mila euro restituisce una pensione annua di 9278 euro l’anno (714 euro per 13 mensilità).

a 62 anni si applica il coefficiente di trasformazione 4,770% che moltiplicato per il montante contributivo di 200mila euro restituisce una pensione annua di 9540 euro l’anno (734 euro per 13 mensilità).

a 63 anni si applica il coefficiente di trasformazione 4,910% che moltiplicato per il montante contributivo di 200mila euro restituisce una pensione annua di 9820 euro l’anno (755 euro per 13 mensilità).

a 64 anni si applica il coefficiente di trasformazione 5,060% che moltiplicato per il montante contributivo di 200mila euro restituisce una pensione annua di 10120 euro l’anno (778 euro per 13 mensilità).

a 65 anni si applica il coefficiente di trasformazione 5,220% che moltiplicato per il montante contributivo di 200mila euro restituisce una pensione annua di 10440 euro l’anno (803 euro per 13 mensilità).

a 66 anni si applica il coefficiente di trasformazione 5,391% che moltiplicato per il montante contributivo di 200mila euro restituisce una pensione annua di 10782 euro l’anno (829 euro per 13 mensilità).

a 67 anni si applica il coefficiente di trasformazione 5,575% che moltiplicato per il montante contributivo di 200mila euro restituisce una pensione annua di 11150 euro l’anno (858 euro per 13 mensilità).

a 68 anni si applica il coefficiente di trasformazione 5,772% che moltiplicato per il montante contributivo di 200mila euro restituisce una pensione annua di 11544 euro l’anno (888 euro per 13 mensilità).

a 69 anni si applica il coefficiente di trasformazione 5,985% che moltiplicato per il montante contributivo di 200mila euro restituisce una pensione annua di 11970 euro l’anno (921 euro per 13 mensilità).

a 70 anni si applica il coefficiente di trasformazione 6,215% che moltiplicato per il montante contributivo di 200mila euro restituisce una pensione annua di 12430 euro l’anno (956 euro per 13 mensilità).

a 71 anni si applica il coefficiente di trasformazione 6,466% che moltiplicato per il montante contributivo di 200mila euro restituisce una pensione annua di 12932 euro l’anno (995 euro per 13 mensilità).

Cosa cambia?

Appare chiaro che, smettendo di versare contributi a 57 anni la pensione ha una variazione dai 644 euro spettanti a 57 anni ai 995 euro spettanti a 71 anni, con una differenza di circa 350 euro mensili, senza versare altri contributi e senza continuare a lavorare.

Immaginiamo, invece, se non si smetta di versare contributi al compimento dei 57 anni ma si decida di continuare a lavorare per altri 10 anni versando contributi per 10mila euro l’anno (è quello che generalmente si versa per retribuzioni medie da 30mila euro l’anno): il montante contributivo salirebbe da 200mila euro a 300mila euro restituendo una pensione annua, al compimento dei 67 anni di 16725 euro (pari 1287 euro mensile per 13 mensilità)

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