Pensione nel 2023 con 58, 62 o 63 anni, ecco i nuovi beneficiari

Mario nava
PENSIONE

Ed alla fine la legge di Bilancio che il governo si accinge a varare finirà con l’estendere le possibilità di pensionamento degli italiani in maniera piuttosto netta. Infatti rispetto a quello che si diceva poche settimane fa, appare scongiurato il ritorno in pieno alla Riforma Fornero. La conferma di quello che diciamo è data da quello che sta preparando il governo nella legge di Bilancio. Un mix tra nuove misure e proroghe delle vecchie che apriranno alla pensione nel 2023 con 58, 62 o 63 anni.

In pensione nel 2023 con 58, 62 o 63 anni, quali sono le misure?

Tutto parte da una nuova misura che il governo pare intenzionato a varare e che si chiama quota 41. Una misura che non è azzardato chiamare quota 103. Infatti si può uscire a partire da 62 anni di età e con 41 anni di contributi versati. E la somma di età è contributi dà proprio 103, come 62 anni di età e 38 anni di contributi davano quota 100 o come 64 anni di età e 38 anni di contributi danno oggi quota 102. Sembra una misura piuttosto limitata perché prevede una carriera di ben 41 anni di contributi versati. Ma è pur sempre una opportunità in più di andare in pensione in alternativa ai 42,10 anni di contributi versati della pensione anticipata ordinaria o come i 67 anni di età con 20 di contributi della pensione di vecchiaia ordinaria. 

In pensione a 63 anni nel 2023, quali possibilità?

Ma si può andare in pensione ancora una volta a 63 anni di età con l’Ape sociale. Infatti la misura verrà prorogata nella legge di Bilancio che il governo Meloni sta per ultimare. Anche nel 2023 coloro i quali completano almeno 63 anni di età ed almeno 30 anni di contributi versati, se invalidi al 74% almeno, caregivers da almeno sei mesi o disoccupati, potranno uscire dal lavoro con l’anticipo pensionistico a carico dello Stato. E potranno farlo ancora una volta i lavori gravosi, per i quali però servono 36 anni di contributi versati anziché 30. Solo per edili e ceramisti la soglia scende a 32 anni come previsto dalla legge per il Bilancio dello scorso anno.

La pensione a 58 anni per le lavoratrici nel 2023 ma con un occhio al 2022

Prorogata sarà anche opzione donna. Una misura che consentirà alle donne con 58 anni di età e 35 anni di contributi versati, di andare in pensione anticipata calcolata con il sistema contributivo. Solo per le lavoratrici autonome insieme ai 35 anni di contributi versati è necessario arrivare a 59 anni di età. Sia l’età che i contributi versati devono essere completati però, per poter accedere nel 2023 alla pensione anticipata contributiva, entro il 31 gennaio prossimo (31 gennaio 2022).

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