Pensioni: non è mai troppo tardi, puoi recuperare cifre record di arretrato Pensioni: non è mai troppo tardi, puoi recuperare cifre record di arretrato

Pensioni: non è mai troppo tardi, puoi recuperare cifre record di arretrato

Ricevere arretrati sulla pensione, ecco il caso record da oltre 100mila euro e perché deve essere un esempio.

La stragrande maggioranza dei pensionati una volta arrivati alla loro pensione la vedono come il premio finale alla loro vita da contribuenti. Chi ha versato contributi va in pensione con la misura che è riuscito a raggiungere dal punto di vista dei contributi. Chi invece non ha versato contributi o ne ha versati pochi per maturare il diritto alla pensione, si deve “accontentare” dell’assegno sociale. Ma cambia poco. La stragrande maggioranza dei pensionati di fatto si accontenta di ciò che è riuscito a prendere.

E se invece ci fosse altro da prendere? Se invece sono stati commessi errori nel momento in cui l’interessato ha centrato il suo obiettivo, qualunque esso sia? Errori che possono essere dell’INPS in sede di calcolo, ma anche del pensionato, che magari non sa bene ciò che invece poteva sfruttare. Nulla è compromesso però. Un recente caso di cronaca mette in luce qualcosa di straordinario. Cifre record di arretrati sulla pensione percepiti da un soggetto che credeva di non poter andare in pensione.

Pensioni: non è mai troppo tardi, puoi recuperare cifre record di arretrato

Diversi media hanno dato risalto ad un caso assai particolare che riguarda un titolare di assegno sociale che è riuscito ad ottenere giustizia dall’INPS, con una pensione percepita circa un decennio dopo e con arretrati record. Parliamo di oltre 100mila euro di arretrati per una pensione che lo stesso contribuente credeva di non poter prendere.

Ma in Italia le regole del sistema pensionistico sono chiare. Il diritto ad un trattamento si matura alla data della sua decorrenza, anche se la richiesta viene presentata tanti anni dopo. Certo, tra prescrizione e cristallizzazione del diritto le regole sono particolari, ma chi come il pensionato del caso prima citato viene assistito bene, può avere giustizia postuma.

Pensioni e arretrati, a volte le cifre sono enormi

Nello specifico si parla di un pensionato di 75 anni di Genova, che non credeva di aver diritto alla pensione, a tal punto da aver optato per l’assegno di inclusione. In pratica aveva chiesto e percepito una prestazione assistenziale basata sui redditi, suscettibile di variazioni annuali di importo e relativamente bassa rispetto ad una pensione che invece gli spettava di diritto.

In effetti dopo aver avviato la pratica di pensione con decorrenza dalla data di maturazione del suo diritto, oltre ai circa 106mila euro di arretrati ha ottenuto il riconoscimento di una pensione mensile di 1.400 euro. Tutto è nato dal fatto che lo stesso pensionato chiedeva se avesse diritto all’assegno sociale. Ma dal controllo della sua situazione contributiva ecco il “miracolo”.

L’interessato non era privo di contribuzione, anzi, ne aveva versati diversi ed in settori dove vigono regole favorevoli come quello marittimo. Dai controlli quindi ecco la nuova domanda di pensione e non quella di assegno sociale. Ed ecco la sorpresa.

Perché bisogna controllare la propria situazione previdenziale anche dopo tanti anni

Il controllo della propria posizione previdenziale dovrebbe riguardare tutti, anche chi un trattamento dall’INPS lo riceve già. Il caso prima citato, pur se eccezionale e probabilmente raro, può però essere preso ad esempio per verificare se non ci sia il diritto a delle prestazioni che invece non vengono sfruttate.

Non parliamo solo di pensioni che si credeva di non poter prendere. Perché ci sono i cosiddetti diritti inespressi, cioè maggiorazioni, integrazioni e tanto altro che il pensionato non sa di poter sfruttare a tal punto che non le richiede.

Oppure ci possono essere contributi non considerati alla data di liquidazione di un trattamento e che se usati adesso, possono portare ad un incremento del trattamento con annessi arretrati. In genere si arriva fino a 5 anni indietro come richiesta di arretrati e di conseguenza spesso le cifre da recuperare possono essere anche piuttosto cospicue.