Pensioni anticipate 2023 poco convenienti, ecco perché

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Pensioni anticipate 2023 poco convenienti, ecco perché e tutto quello che pochi sanno quando decidono di lasciare il lavoro.
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Penalizzazioni di assegno per chi esce prima dal mondo del lavoro? non sempre è così perché molto dipende da caso a caso e da misura a misura. Su questo nessun dubbio. Ma bisogna anche essere onesti e spiegare che pur senza penalizzazioni fisse di una misura, andando prima in quiescenza qualcosa per strada si lascia. La pensione come importo non può essere la stessa se si esce prima o se invece si resta al lavoro ancora (anche se a volte basta uscire ad una età più alta per prendere di più anche non lavorando più).

Pensioni anticipate 2023 poco convenienti, ecco perché

Andare in pensione nel 2023 ha diverse vie possibili. Dopo l’introduzione della quota 103, le misure che consentono di poter andare in pensione nel 2023 a determinati lavoratori sono diventate sempre di più. Ci sono però alcune regole del sistema pensioni in Italia che ci portano a trarre una conclusione che può sembrare poco logica ma che invece rappresenta la realtà dei fatti. Non bisogna avere fretta di andare in pensione. Una autentica stranezza questa se pensiamo che molti lavoratori non vedono l’ora di andare in pensione e che alla prima occasione utile optano per l’uscita anziché restare in servizio. Ma perché non bisogna avere fretta di andare in pensione? Perché ci sono alcune particolarità del sistema che rischiano di essere controproducenti per chi va in pensione subito o alla prima occasione utile.

Alcune penalizzazioni sull’anticipo

Molte misure pensionistiche che fanno uscire prima dal mondo del lavoro hanno al loro interno delle particolarità che le rendono poco appetibili e piuttosto limitative in alcuni casi. In pratica l’uscita dal mondo del lavoro deve essere barattata spesso con alcune penalizzazioni che in alcuni casi durano per anni. E a volte l’uscita dal lavoro è irreversibile, cioè non può essere modificata sostituendola poi con una misura migliore di quella utilizzata prima. Un ragionamento che può sembrare contorto ma che calza a pennello per esempio a chi esce dal lavoro con un l’Ape sociale. Chi esce con l’Anticipo pensionistico sociale infatti non prende la tredicesima mensilità e gode di un assegno che non può superare 1.500 euro al mese. Evidente che siano limitazioni pesanti. Che durano fino ai 67 anni di età. Perché solo allora si passa dall’Ape sociale alla pensione di vecchiaia ordinaria.

Le scelte irreversibili delle pensioni

L’Ape sociale si interrompe a 67 anni. In automatico l’INPS cessa di erogare la prestazione. L’interessato deve presentare domanda di pensione di vecchiaia. Le limitazioni dell’Ape sociale durano durante tutto l’anticipo. Quindi per chi esce a 63 anni non prenderà la tredicesima per 4 anni. A poco serve il fatto che per esempio, l’interessato si trovi a maturare il diritto alla quota 102 dopo essere uscito dal lavoro a 63 anni con l’Ape. Non potrà passare da una misura all’altra.

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