Si chiama Prestazione Universale per anziani non autosufficienti e tra le misure a sostegno di questi soggetti vulnerabili è stata sicuramente una specie di rivoluzione. Con il decreto Anziani è stata introdotta questa speciale prestazione che di fatto è aggiuntiva rispetto alle altre che percepiscono questi svantaggiati. Infatti chi riesce a goderne può arrivare a prendere oltre 1.400 euro al mese. Ecco come fare a presentare domanda per ricevere un trattamento aggiuntivo alle solite pensioni e indennità che già si prendono ogni mese questi soggetti.
Anziani, anche nel 2026 domande per la Prestazione Universale INPS: 850+542 euro al mese
Dal 2025 è partita la nuova prestazione destinata agli anziani ultraottantenni non autosufficienti e come previsto dal Dlgs numero 29 del 2024 la misura, denominata Prestazione Universale, è fruibile e richiedibile anche nel 2026.
Una prestazione appannaggio di soggetti con un’età pari o superiore a 80 anni e con assegno di accompagnamento o invalidità al 100%. La misura è particolare e viene subordinata come si dice in questi casi, ad uno specifico bisogno assistenziale di una certa rilevanza.
Prestazione Universale, ecco perché si chiama così
La Prestazione Universale per gli anziani è ufficialmente in vigore dal primo gennaio 2025 e la sua sperimentazione biennale finisce il 31 dicembre 2026.
L’INPS sul suo portale ne spiega il funzionamento e sottolinea come le domande si presentano direttamente on line con la procedura presente sul sito Internet dell’Istituto alla pagina “Decreto Anziani – Prestazione Universale”.
Prestazione universale anziani, un bonus e prendi oltre 1.400 euro al mese
Come sempre per tutte le misure telematiche che si possono richiedere sul sito dell’INPS le vie di inoltro dell’istanza sono tramite la propria identità digitale (SPID o CIE) o tramite i Patronati.
Prima abbiamo citato il livello di bisogno assistenziale che deve avere il richiedente. Un requisito che passa da valutazioni della Commissione medico-legale dell’INPS. Ma anche da una Commissione tecnico-scientifica costituita ad hoc per questa misura e nominata dal Decreto Ministeriale numero 115 del 16 ottobre 2024. Oltre a questo come dicevamo, serve l’accompagnamento, una invalidità al 100%, una età non inferiore a 80 anni e un ISEE non superiore a 6.000 euro.
Indennità di accompagnamento e assegno di assistenza
In pratica, in aggiunta all’indennità di accompagnamento i beneficiari della Prestazione Universale ricevono anche una sorta di assegno di assistenza. Perché la Prestazione Universale assorbirà l’indennità di accompagnamento che nel 2026 dopo la rivalutazione, vale 542 euro circa al mese. Ed a questo aggiungerà 850 euro al mese come assegno di assistenza.
Questi 850 euro mensili erogati come voucher e non in contanti, hanno come principale e unica finalità quella di consentire all’anziano di pagare i servizi di cura e assistenza.
Che siano servizi svolti da un soggetto adibito all’assistenza alla persona (badante) con regolare contratto di lavoro, o da imprese qualificate nel settore dell’assistenza sociale non residenziale poco importa. L’erogazione quindi non sarà in denaro come l’accompagnamento ma sotto forma di buoni da usare ogni mese per le finalità prima descritte. Tutti gli 850 euro vanno spesi mese per mese e non si accumulano.