Reddito di cittadinanza, ad aprile 2021 cosa accade?

Per i primi beneficiari del reddito di cittadinanza ad aprile scadono i secondi 18 mesi. Cosa bisogna fare?
Reddito di cittadinanza 2022

Nato col governo gialloverde del Premier Conte, il reddito di cittadinanza soprattutto in questa fase di pandemia, ha rappresentato un salvagente importante per le famiglie. 

Lo strumento, pur se criticabile dal punto di vista delle politiche attive sul lavoro, dal lato assistenzialistico ha funzionato. Per questo c’è chi si preoccupa di cosa accadrà ad aprile 2022, quando i primi beneficiari della misura si troveranno di fronte alla scadenza dei 36 mesi di beneficio. 


Durata del reddito di cittadinanza

La misura fu introdotta dal governo con Lega e Movimento 5 Stelle nel 2019. I primi beneficiari sono quelli che presentarono domanda subito dopo l’attivazione della misura, a marzo 2019. 

E da aprile per questi soggetti il sussidio è costato erogato. Naturalmente previo rinnovo dell’ISEE ogni gennaio, questi beneficiari ad aprile 2022 completeranno i 18+18 di benefit. Si tratta di quella che, probabilmente per errore, veniva considerata la durata massima di sussidio fruibile. 


Reddito di cittadinanza, ad aprile 2022 un mese di stop, poi altri 18 mesi

Quando il decreto n° 4 del 2019 (cd decretone), introdusse la misura, la durata massima del sussidio pari a 18 mesi rinnovabili di ulteriori 18 mesi sembrava eccessiva. La misura nasceva si come sussidio, ma anche come strumento di reinserimento lavorativo. 

Dal momento che il quesito si oggi riguarda ciò che accadrà dopo tutti i 36 mesi fruiti, evidente che qualcosa non ha funzionato. Se c’è ancora gente che si trova nel perimetro della misura per ulteriori 18 mesi ad aprile prossimo, significa che pochi hanno trovato lavoro. Nel decreto non c’è riferimento a durata massima del sussidio. Infatti si parla di scadenza a 18 mesi prorogabili. 

Ad aprile 2022 quindi, chi si trova ancora con un Isee e con le condizioni del proprio nucleo familiare in linea con quanto previsto dalla normativa, potrà ripresentare domanda come per il rinnovo precedente. Un mese di stop quindi e poi via con ulteriori 18 mesi, sempre che bel frattempo non cambi nulla. 

Infatti non è difficile da immaginare che si discuterà di mettere mano alla misura, correggendo le cose che non hanno funzionato.

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