Requisiti pensione per comparto difesa e sicurezza

Mario nava
Regole come al solito differenti per le pensioni nel comparto difesa e sicurezza, ecco cosa sapere per il 2022
pensioni Forze di sicurezza

Le regole per le pensioni sono comuni a tutti i lavoratori, anche se in alcuni settori, comparti e per alcune categorie, vigono strumenti e misure differenti. È il caso per esempio degli appartenenti al comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico. Regole diverse per loro rispetto alla generalità dei lavoratori dipendenti, non solo del settore privato. Infatti per questo particolare comparto differenze notevoli si registrano pure rispetto alla stragrande maggioranza dei dipendenti pubblici.

I requisiti per la pensione nel comparto difesa e sicurezza

Regole diverse dicevamo e quindi requisiti diversi per militari e non appartenenti al comparto. Infatti nel settore non si applicano i requisiti classici che sono utili presso l’Inps e in tutte le gestioni che fanno capo all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Per i lavoratori del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico l’età pensionabile classica a 67 anni non è vincolante, nel senso che ci sono misure che possono consentire un anticipo di pensione prima di quella età. Ma non mancano nemmeno le misure di pensione anticipata e le maggiorazioni dei periodi contributivi che possono permettere il raggiungimento di quelle soglie utili proprio ad anticipare le quiescenze.

Pensione di anzianità per il comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico

La pensione di anzianità è quella misura di cui non si sente più parlare per la generalità dei lavoratori dal 2012. La legge Fornero infatti cancellò questa misura e la sostituì con le attuali pensioni anticipate. Per il comparto difesa e sicurezza invece esiste ancora la pensione di anzianità che si centra con:

  • 58 anni di età;
  • 35 anni di contributi;
  • oppure con 41 anni di versamenti senza limiti di età.

Va detto che per la pensione a quota 58+35 c’è da fare i conti con una finestra di 12 mesi, mentre per la pensione con 41 anni di contributi la finestra è di 15 mesi.

Inoltre, sempre pensione di anzianità è possibile anche a soli 54 anni di età, ma a condizione che già entro il 31 dicembre del 2011, l’interessato si trovi ad aver maturato l’aliquota di rendimento dell’80%.

Al riguardo occorre ricordare che i lavoratori del comparto in servizio da almeno 20 anni, godono dell’aliquota di rendimento del 2,44% per ogni anno di contributi prima del 1996.

Pensione di vecchiaia comparto difesa e sicurezza con 35 anni di servizio

Come dicevamo, la pensione di vecchiaia è un istituto che riguarda pure i lavoratori del comparto difesa e sicurezza. Ma non servono i 67 anni di cui tanto si parla per gli appartenenti alle gestioni previdenziali dell’Inps.

Infatti servono:

  • 35 anni di servizio effettivo;
  • 65 anni di età per i Dirigenti generali;
  • 63 anni di età per i Dirigenti superiori;
  • 60 anni di età per i lavoratori con qualifiche più basse.

Pensione di vecchiaia comparto difesa e sicurezza con meno di 35 anni di servizio

Anche per le pensioni di vecchiaia la finestra mobile di decorrenza della prestazione pensionistica resta di 12 mesi. Questo a prescindere dall’anzianità di servizio. Va detto anche il limite dei 35 anni non è vincolante in materia di pensione di vecchiaia. Infatti la si può percepire anche senza i 35 anni prima citati. Cambiano però le regole. Infatti ai lavoratori del comparto privi dei 35 anni di contributi completati, la pensione di vecchiaia si applica con:

  • 66 anni di età per i Dirigenti generali;
  • 64 anni di età per i Dirigenti superiori;
  • 61 anni di età per le qualifiche inferiori.
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