Riforma fiscale Draghi: Irpef, semplificazioni e lotta al nero

Ecco al ricetta della riforma fiscale che Draghi vuole attuare prendendo spunto da un modello danese e uno italiano.
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Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ritiene che non è una buona idea procedere ad una riforma che cambi le tasse una alla volta. Meglio una strada lunga che punti, però, ad un intervento a tutto campo che possa portare ad una profonda revisione dell’IRPEF, pensando anche alle semplificazioni sul prelievo fiscale  ma che vada, allo stesso tempo, anche a ridurre il carico fiscale facendo in modo che le tasse siano pagate da tutti (lottando allo stesso tempo contro il nero e l’evasione fiscale).

Questa la ricetta di Draghi per la riforma. Il premier ha indicato anche il metodo che appare assai ambizioso visto che nasce dalla necessità di superare la logica della ricerca del consenso cosa che negli ultimi anni ha portato i governanti ad effettuare sempre modifiche blande e sempre settoriali.

Riforma fiscale Draghi

I modelli che indica Draghi sono essenzialmente due, uno italiano e uno danese. Il metodo italiano risale al 1971, con la riforma fiscale Visentini che tuttora regge l’architettura fiscale italiana anche se con modifiche e ritocchi qui e là. L’altro, quello danese, risale invece al 2008 ed ha portato alla riduzione di 2 punti del PIL con un taglio dell’ultima aliquota ed un aumento della soglia di esenzione dal pagamento delle tasse..

Il metodo danese piace a Draghi non tanto per gli aspetti specifici quanto al fatto che in Danimarca tutti pagano le tasse poiché chi non le paga è facilmente individuabile. Draghi punta ad un ridisegno organico di tutti gli ingranaggi ed in ogni caso la riforma fiscale per l’Italia sarà strettamente collegata al Recovery Plan.

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