Rottamazione quinquies cartelle Rottamazione quinquies cartelle

Rottamazione quinquies cartelle esattoriali: guida e suggerimenti

Ecco al nuova rottamazione delle cartelle, come funziona e cosa dovrebbe controllare il contribuente prima della domanda.

Potrà sembrare facile ma non lo è perché la rottamazione delle cartelle esattoriali è una cosa che è vero che si può fare da soli tramite il proprio portale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, ma è altrettanto vero che bisogna capire bene come fare.

Infatti, ciò che adesso vedremo è la procedura esatta da seguire che è oltre al livello tecnico della stessa, nasconde delle insidie dal punto di vista del completamento totale della situazione debitoria di un contribuente. Infatti non tutte le cartelle presenti nel proprio estratto di ruolo possono essere rottamate e molti potrebbero trovarsi spiazzati da questa situazione.

Rottamazione quinquies cartelle esattoriali: guida e suggerimenti

Per prima cosa chi è interessato a presentare istanza di rottamazione delle cartelle deve capire cos’è la rottamazione delle cartelle. Quella che viene definita rottamazione quinques perché è arrivata la quinta versione della sanatoria, è la possibilità offerta ai contribuenti indebitati con il fisico di mettersi in regola con queste cartelle esattoriali.

In altri termini è un’offerta di sanatoria da parte dello Stato. Con cui il contribuente indebitato riesce a pagare meno di quando dovrebbe. Infatti, con la rottamazione vengono tolte le sanzioni, gli interessi e i diritti di riscossione dal debito complessivo delle cartelle rottamate.

Debito residuo che non è altro che il debito originariamente contratto con il tributo, la tassa o le imposte evase. Può essere saldato in unica soluzione o con comode rate bimestrali. Infatti, si può arrivare a chiedere fino a 54 rate bimestrali. Cioè il tutto si può pagare in nove anni. C’è da considerare la rata minima che non può essere inferiore a 100 euro però.

Ecco cosa controllare prima di presentare domanda

Chi decide di aderire alla definizione agevolata delle cartelle però non deve considerare la rottamazione come un una sorta di pace fiscale totale con le proprie cartelle esattoriali. Niente di più sbagliato questo. Perché come vedremo adesso molte cartelle presenti nell’estratto di ruolo potrebbero non essere rottamabili.

In primo luogo, perché le cartelle da rottamare sono solo quelle fino al 31 dicembre 2023. E poi perché ci sono dei debiti che non si possono rottamare. Perché riguardano aiuti di Stato da restituire oppure sanzioni e multe dal carattere penale. In linea di massima il consiglio è di verificare la propria posizione debitoria.

Controllare quindi tutte le cartelle presenti in quello che viene definito estratto di ruolo e poi verificare quali sono le stesse che sono dentro la definizione agevolata. Ricordiamo che un contribuente può anche scegliere quali cartelle inserire nella sanatoria e quali invece no. Magari perché fanno riferimento a debiti su cui l’interessato ha la facoltà di opporsi per prescrizione, vizi o altre situazioni che possono rendere nulla la cartella.