Riforma pensione: stop indicizzazione anzianità contributiva e quota 102, l’idea di Brambilla

L'economista Alberto Brambilla lancia la sua idea di riforma previdenziale con uscita a 64 anni e con lo stop dell'indicizzazione dell'anzianità contributiva.

riforma pensione

L’economista Alberto Brambilla fornisce il so parere sulla prossima riforma previdenziale.

Brambilla, anche presidente di Itinerari Previdenziali, pensa che l’indicizzazione delle pensioni anticipate andrebbe eliminata. E si riferisce alle prestazioni che si basano soltanto sui contributi versati.

Secondo l’economista, infatti, non esiste al mondo un sistema previdenziale che indicizza l’anzianità di servizio. Quindi sì all’indicizzazione che aumenta l’età pensionabile, ma no a quella che indicizza anche i contributi richiesti per accedere alla pensione anticipata.

Pensione a 64 anni

Brambilla, inoltre, ipotizza una sorta di quota 102 che permetta l’uscita anticipata massimo a 64 anni ma solo per chi ha maturato almeno 37 o 38 anni di contributi. La misura, inoltre, non dovrebbe prevedere penalizzazioni.

Secondo l’economista quello che andrebbe rivisto nel sistema previdenziale italiano è una riforma pensioni (la Fornero) che, in 9 anni di vita ha richiesto tantissimi interventi per poter funzionare bene (si ricordano le 8 salvaguardie per gli esodati, l’Ape sociale e volontaria, l’opzione donna, la quota 100, la RITA, la quota 41) portando la preidenza italiana ad orientarsi all’interno di una giugla di norme pur di non affrontare una nuova riforma previdenziale.

Secondo Brambilla servirebbe una riforma del sistema previdenziale che una volta varata permetta di non dover più intervenire in ambito pensionistico per almeno 10 anni.

Perchè il sistema previdenziale non è più sostenibile?

A spiegarlo sempre l’economista. L’aspettativa media di vita per le donne è di 86 anni mentre per gli uomini di 83 anni. Se si accede alla pensione con 30 anni di contributi e si pretende di andare in pensione a 62 anni, a fronte di 30 anni di contributi ci si aspetta almeno 20/22 anni di pensione. E questo, per il sistema previdenziale non è affatto sostenibile.

Per approfondire leggi anche: Riforma pensioni 2021