Riforma pensioni: obiettivo aiutare donne e madri e introdurre Quota 41 secca

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Dal 19 gennaio si inizierà a discutere della riforma pensioni con l’obiettivo di aiutare donne e madri e soprattutto i giovani.
riforma pensioni

Ancora pochi giorni al tavolo di incontro tra Governo e parti sociali in cui si inierà ad intavolare la prossima riforma pensioni.

Gli obiettivi della prossima riforma pensione, anche se ancora non si è inziato a discuterne, sembrano, ormai, delineati. Si dovrà arrivare alla Quota 41 secca e senza limiti di età. Ma con un occhio puntato sui giovani e sulle donne. Cerchiamo di capire come si cercherà di intervenire.

Secondo l’onorevole Durigon dovrebbe esserci un decreto lavoro entro gennaio che dovrebbe garantire maggiore flessibilità in uscita . Ma meno burocrazia per le aziende.

E l’Opzione donna?

Durigon annuncia la volontà politica del governo di voler ripristinare le condizioni di ripristinare l’Opzione donna con le condizioni dello stesso anno. E proprio per questo si stanno simulando diversi scenari. E afferma Su opzione donna ricevo tante email, so che c’é un disagio. Stiamo cercando di trovare coperture per ripristinare i vecchi requisiti di uscita a 58-59 anni senza limiti di figli o altro, almeno per sei mesi. In ogni caso le donne saranno beneficiateha conclusoforse nella speranza di rassicurare comunque la platea femminile, dalla riforma complessiva delle pensioni che vogliamo mettere in campo”.

Si sta, quindi,lavorando per tornare ai vecchi requisiti anche se non per l’intero 2023. Questo per non far condizionare il pensionamento dall’essere invalide o caregiver.

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E la Quota 41 per tutti?

Ad oggi è sottoforma di Quota 103, con paletto anagrafico fissato a 62 anni. Cosa che ha penalizzato i lavoratori precoci. Ma l’intento è quello di renderla secca, entro la fine della legislatura, e senza limiti di età. E proprio questo auspicano i lavoratori.

DI questo si inizierà a parlare dal 19 gennaio con le parti sociali. Insieme al fatto che bisogna favorire le donne e dare maggiore certezza ai giovani che partono da carriere discontinue e poco stabili. E soprattutto con buchi contributivi che vanno colmati.

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