Riforma pensioni: serve una quota 41 per tutti al posto della pensione anticipata

Pensione quota 41 per tutti nella riforma pensione, la misura che dovrebbe prendere il posto dell’anticipata ordinaria.
pensione a 56 anni

Il tema riforma pensioni è molto sentito dai lavoratori in questo periodo soprattutto per timore che a partire dal 1 gennaio 2022 possano cambiare le possibilità di pensionamento attualmente in vigore. In un clima incerto economicamente come quello che l’Italia, nell’ultimo anno sta vivendo la scadenza della quota 100 fra poco meno di 10 mesi destabilizza.

Quota 41 per tutti

Serve una riforma che permetta il pensionamento dei lavoratori in modo flessibile e con qualche anno di anticipo rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero.

La misura che piace maggiormente ai lavoratori è la quota 41 per tutti, quella promessa dal governo giallo verde in sede di attuazione della quota 100, e che nelle intenzioni sarebbe dovuta entrare in vigore proprio il 1 gennaio 2022 alla scadenza della quota 100.

Le intenzioni erano proprio quelle di andar a far sostituire alla quota 41 per tutti l’attuale pensione anticipata ordinaria (che ricordiamo richiede per gli uomini 42 anni e 10 mesi di contributi e per le donne un anno in meno) eliminando tutti i vincoli che attualmente la misura prevede (utilizzabile solo dai precoci che rientrano nei profili di tutela previsti dall’APe Sociale).

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Ma la quota 41, a quanto pare, costa troppo alle casse dello stato, soprattutto se estesa alla generalità dei lavoratori e si è proposto, quindi, di attuarla ma con penalizzazioni. Inserire le penalizzazioni per chi anticipa alla misura, però, la rende meno appetibile e rende, di fatto, impossibile cancellare la pensione anticipata ordinaria che le penalizzazioni non le prevede richiedendo, poi, solo 1 anno e 10 mesi di contributi in più (per le donne solo 10 mesi, tra l’altro).

In attesa che venga presa una decisione definitiva su quella che potrebbe essere la misura da adottare per supplire alla scadenza della quota 100, non resta che dire che l’ipotesi della quota 41 per tutti sarebbe ottima solo nel caso non prevedesse penalizzazioni sull’assegno previdenziale, in caso contrario potrebbe risultare poco appetibile e, di conseguenza, poco utilizzata.

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