Riforma pensioni, si farà nel 2023 e andrà in vigore nel 2024

Luca
Riforma pensioni definitiva pronta al massimo fra 8 mesi ed in vigore dal 2024, queste le intenzioni del Governo.
Riforma pensioni 2024

La nuova riforma pensioni porterà ad un’abolizione della Legge Fornero? Questo non ci è dato saperlo ancora. Ma si parla di un primo tavolo di incontri con le parti sociali già il 19 gennaio. Il Governo vuole realizzare la riforma entro il 2023 per fare entrare in vigore la nuova Legge previdenziale già a partire dal 2024. Cosa c’è da aspettarsi?

Riforma pensioni pronta in 6/8 mesi

La riforma dovrebbe prendere corpo in 6 o 8 mesi ed entrare in vigore il 1 gennaio 2022. Ma cosa prevede? Per ora ci sono solo ipotesi, dichiarazioni ed idee. Il Ministro Calderone ha espresso quelle che sono le sue aspettative da questa nuove legge previdenziale che deve toccare tre punti principali.

Il rafforzamento della previdenza complementare che in qualche modo deve andare ad affiancare quella pubblica. Ed in tal senso di parla di una massiccia campagna di sensibilizzazione dei lavoratori. Si è parlato anche di una sorta di “anno zero” per quel che riguarda il TFR dei dipendenti da destinare ai fondi pensioni, ma su questo punto, ovviamente, si attendo ulteriori chiarimenti.

Non può mancare, poi, un ulteriore incentivo che riguarda la deduzione dei contributi versati alla previdenza complementare.

Flessibilità in uscita nella prossima riforma

Il secondo punto fondamentale, ovviamente, riguarda la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. I lavoratori non possono continuare a far conto su misure sperimentali e a tempo e devono avere a disposizioni misure strutturali. Si devono, poi, evitare scaloni e questo, per la Ministra appare fondamentale.

Determinante, poi, permettere il pensionamento anticipata anche sulla base delle condizioni personali e di salute del singolo lavoratore. E questo potrebbe prevedere, secondo un nostro modesto parere una sorta di misura a quote flessibili con qualche penalizzazione.

Ovviamente per saperne di più sarà necessario attendere almeno che trapeli qualche notizia dal primo tavolo di incontri.

La staffetta generazionale

Per permettere ai più giovani di entrare in modo stabile e continuativo nel mondo del lavoro serve una sorta di staffetta generazionale. Per fare questo bisogna consentire alle aziende di mandare in prepensionamento i dipendenti vicini alle pensioni senza troppi oneri. E magari prevedere anche un affiancamento tra vecchio e nuovo personale.

L’isopensione potrebbe essere un buon punto di partenza se si togliesse il peso dall’azienda. Ma anche in questo caso bisogna attendere per capire quali saranno a tal proposito le intenzioni del Governo.

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