Prima si parlava di lotta all’evasione e contrasto al riciclaggio. E le due motivazioni erano alla base di qualsiasi azione, atto di indirizzo, normativa introdotta a livello di controlli fiscali. Sono nate nel tempo le banche dati, utili agli organismi di controllo per le verifiche del caso. Adesso che le nuove tecnologie stanno diventando sempre più invasive, ecco entrare in azione Intelligenza Artificiale, algoritmi e chi più ne ha più ne metta nelle azioni di controllo del Fisco italiano. Pare infatti che adesso scontrini e pagamenti con il POS saranno collegati alla IA. Con buona pace dei cittadini che sempre di più usano mezzi di pagamento tracciabili.
Fisco e IA (Intelligenza Artificiale): Controlli e algoritmi a setacciare i contribuenti, cosa succede?
Ci sono qualcosa come 200 banche dati che possono essere usate dagli organi di controllo per verificare un contribuente, controllarlo e semmai, sanzionarlo. Su questo ormai nessuno può dire di esserne ignaro. Perché c’è la banca dati della popolazione residente, c’è l’anagrafe tributaria, c’è l’anagrafe dei conti correnti e perfino quella dei conti di gioco. Adesso queste banche dati si fondono con l’Intelligenza Artificiale e come tutti possono immaginare, ecco entrare in scena algoritmi e compagnia bella. Tutto viene analizzato in tempo reale, come fossimo in un vero e proprio Grande Fratello Fiscale. E se fino ad oggi la lotta all’evasione e al riciclaggio presupponevano documenti e carte come prove documentali, da domani si passa a prove digitali provenienti da un controllo in tempo reale di tutti i comportamenti di un contribuente. La novità da cui parte questa analisi è nata con la legge di Bilancio 2025. E riguarda il nuovo obbligo che è in capo a negozianti, commercianti ed esercenti sui pagamenti tramite POS. Adesso questi pagamenti devono essere perfettamente lineari con i dati presenti nell’Agenzia delle Entrate. In pratica è fatto obbligo agli esercenti di collegare il POS al Registratore Fiscale da cui esce lo scontrino. In modo tale che la tracciabilità di un pagamento ricevuto sia praticamente istantanea con sullo scontrino i dati del pagamento elettronico effettuato. Senza alcuna eccezione, dal pagamento del caffè al bar, all’acquisto di un telefonino in negozio.
Dal POS agli scontrini, ecco novità allarmanti
Pagamenti elettronici e registro dei corrispettivi, per chiamarlo ancora come si chiamava un a volta, diventano un tutt’uno. Entrano in campo quindi anche dati statistici. Perché se fino ad oggi era da considerare il volume d’affari come indice da cui far scattare eventualmente i controlli, adesso entrano in scena punti statistici che vanno diritti verso algoritmi e così via dicendo. Come qualche esperto sostiene però, basterà poco per finire in controlli praticamente perenni. Difficile ipotizzare, come scrivono per esempio sul sito “laleggepertutti.it” che una volta finiti dentro una anomalia riscontrata dall’algoritmo, lo stesso possa essere cancellato per gli anni successivi. Anzi, pare che adesso ci sia stato il mandato ad Agenzia delle Entrate, di mettere sotto osservazione algoritmica tutti i contribuenti che in passato avevano avuto controlli fiscali.