Badanti dal bonus Renzi al taglio del cuneo: 20 euro in più al mese, ma non con la busta paga

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Il taglio del cuneo fiscale riguarderà tutti i lavoratori dipendenti, anche i lavoratori domestici. La differenza rispetto alla generalità dei lavoratori dipendenti è che il surplus spettante non arriverà in busta paga per questi lavoratori. Il motivo è nel fatto che come accadeva con il bonus Renzi, anche il taglio del cuneo fiscale non può essere elargito in busta paga ai lavoratori del settore domestico perché il datore di lavoro non ha la funzione del sostituto di imposta.

Taglio del cuneo fiscale, più soldi ma anche platea maggiore

Nella legge di Bilancio 2020 il taglio del cuneo fiscale viene confermato in toto da parte dell’esecutivo. E la notizia è sicuramente positiva per le badanti e le colf, ovvero per il lavoratore domestico a cui spetterà qualcosa in più rispetto a quello che si percepiva con il Bonus Renzi. Infatti si passa da 80 euro al mese a 100 euro in più sempre mensili. Sono 20 euro in più che sicuramente non sono poca cosa.

Taglio del cuneo fiscale e bonus Renzi hanno una conformità simile, dal momento che sono benefit fiscali. Ma il taglio del cuneo è più completo, arrivando ad essere destinato anche a redditi inferiori a 8.174 euro, limite di reddito che tagliava fuori dalla fruizione del bonus renziano.

Ma come faranno i lavoratori domestici a recuperare questo bonus aggiuntivo.

Il governo quindi, nel 2021 ha deciso rendere strutturale il taglio del cuneo fiscale introdotto già nella seconda metà del 2020 e sostituendo del tutto il bonus Renzi. Le modalità di erogazione saranno sostanzialmente due e su tre fasce di reddito. Il benefit sarà di 100 euro in più per redditi fino a 28.000 euro, 80 euro in più per redditi sopra 28.000 e fino a 35.000 e a scalare da 80 a zero per redditi sopra 28.000 e fino a 40.000 euro. Per la prima fascia, cioè fino a 28.000 euro, il benefit sarà erogato tramite credito Irpef e direttamente in busta paga, per gli altri invece con detrazione fiscale sui redditi da lavoro dipendente.

Per i lavoratori domestici nulla cambia perché la cifra spettante sarà da recuperare tramite il modello 730. In pratica, dal momento che il datore di lavoro non fa i conguagli, tutto sarà da sistemare con la dichiarazione dei redditi e la cifra spettante il lavoratore domestico la recupererà con  il 730 e per il tramite dell’Agenzia delle Entrate, secondo lo stesso meccanismo del bonus Renzi.

In generale, dando le coordinate bancarie del codice Iban all’Agenzia delle Entrate, entro dicembre dell’anno in cui si presenta la dichiarazione dei redditi, il Fisco provvede a recapitare in conto corrente i soldi al lavoratore.