Badanti sfruttate: donne dell’Est Europa vittime di estorsione

Giovani donne sui 30 anni arrivate nel Cilento per un futuro migliore finiscono nelle mani di una associazione a delinquere che i Carabinieri hanno finalmente smantellato
badante molestata

Non è certo un caso isolato quello che andiamo ad affrontare oggi e che riguarda lavoratori stranieri che una volta arrivati in Italia vengono presi tra le grinfie di organizzazioni criminali che li sfruttano. Lavoro nei campi o lavori domestici, sono questi i settori dove la maggior pare degli stranieri viene impiegato in Italia.

La storia di cui parliamo oggi, con una operazione dei carabinieri che ha interrotto un autentico racket, proviene dal Cilento, nella bassa  Campania, ai confini con la Basilicata. Ed è una terribile storia che riguarda badanti e lavoratrici agricole dell’Est Europa. Una storia che si protraeva da oltre 3 anni.

La maggior parte delle sfruttate erano provenienti dalla Moldavia

Una operazione dei Carabinieri di Vallo della Lucania ha sgominato una autentica organizzazione dedita allo  sfruttamento di badanti e lavoratrici agricole arrivate in Italia dall’Est Europa, soprattutto dalla Moldavia. Ragazze disperate, tutte sulla trentina, questo l’identikit delle sfruttate, che arrivavano in Italia per il tramite di una organizzazione criminale, cercando una vita migliore ed un lavoro migliore, ma che alla fine sono finite nella rete dei criminali.

L’organizzazione sembra avesse a capo gente di origine Moldava, che consci delle problematiche di povertà e lavoro della loro madre Patria, avrebbero messo a punto una struttura che reclutava giovani donne proprio in Moldavia. E siamo alle solite, con la promessa di un buon lavoro nella nostra Penisola, con la promessa di un miglioramento di vita, le donne erano facilmente persuase ad accettare il “favore” che l’organizzazione gli faceva, portandole in Italia per lavorare.

È dal 2018 che è scattata prima l’indagine e poi l’operazione delle Forze dell’ordine. Tutto è scattato dopo una denuncia di una delle ragazze reclutate e sfruttate, che ha trovato il coraggio di parlare (prima con i suoi familiari),  mettendo in luce la situazione disumana in cui era costretta a vivere e lavorare, quasi sotto sequestro.

Immigrazione clandestina e sfruttamento di badanti e lavoratori agricoli, queste le accuse a cui adesso devono rispondere gli indagati, con una rete di presunti responsabili che va dall’Italia alla Moldavia. Sabato scorso infatti è scattato il blitz dei Carabinieri che hanno portato ad 11 provvedimenti di custodia cautelare per altrettanti individui.

Cosa accadeva alle ragazze una volta nel Cilento

La città meta del primo arrivo in zona di queste ragazze era la bellissima Agropoli. Da li il trasferimento in un alloggio di fortuna e dichiarato come temporaneo a Schito di Pollica. Un alloggio fatiscente dove le ragazze erano costrette ad abitare in condizioni oltre la decenza.

E il loro alloggio non era certo gratuito dal momento che dovevano pagare anche 250 euro per avere quel fatiscente tetto sulla testa ed evitare di finire in strada.

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