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Gestione Separata, come chiedere il rimborso dei contributi versati oltre il massimale

L’INPS ha attivato il servizio online “Domanda Rimborso Unico” per i contributi versati alla Gestione Separata oltre il massimale. Chi può chiederlo e come.

Chi lavora con collaborazioni, incarichi o altre attività iscritte alla Gestione Separata dell’INPS può trovarsi a versare più contributi di quanti ne siano dovuti. Succede, ad esempio, quando nello stesso anno si superano il massimale contributivo o si pagano somme non dovute. Per questi casi l’Istituto ha predisposto un unico canale telematico: il servizio “Domanda Rimborso Unico”, illustrato dall’INPS con una comunicazione del 13 ottobre 2026 e dal messaggio n. 3247, a cui ha fatto seguito un ulteriore chiarimento del 4 novembre (messaggio n. 3575).

In questa guida spieghiamo in modo semplice a chi si rivolge il servizio, come si accede, quali motivazioni si possono indicare e come viene ripartito il rimborso tra committente e lavoratore.

Che cos’è il servizio “Domanda Rimborso Unico”

Si tratta di una procedura online che riunisce in un solo punto le richieste di restituzione dei contributi versati alla Gestione Separata. Secondo l’INPS, i vecchi canali utilizzati in precedenza per presentare queste richieste non sono più disponibili: chi vuole ottenere un rimborso deve quindi passare dal nuovo servizio.

Chi può presentare la domanda

La domanda può essere presentata sia dai committenti sia dai lavoratori parasubordinati, a seconda della situazione. Nel modulo si sceglie una delle macro-causali previste:

  • Committenti, per i contributi versati in conseguenza del superamento del massimale;
  • Parasubordinati, per le richieste che riguardano direttamente i lavoratori;
  • Altro, per le situazioni che non rientrano nelle due categorie precedenti.

Come si accede

L’accesso al servizio avviene con le credenziali digitali, nei livelli indicati dall’INPS: SPID almeno di livello 2, CIE almeno di livello 3, CNS oppure una identità digitale europea eIDAS. Senza una di queste identità digitali non è possibile compilare e inviare la domanda.

Come viene ripartito il rimborso

Un aspetto importante riguarda la suddivisione dell’importo. Nelle ipotesi di contributi versati oltre il massimale, il contributo è per due terzi a carico del committente e per un terzo a carico del lavoratore parasubordinato: il rimborso segue la stessa proporzione. Ai committenti spetta quindi la quota maggiore, ai lavoratori la restante parte.

Come funziona la comunicazione dell’eccedenza

Per le situazioni di superamento del massimale è l’INPS stesso a comunicare l’eccedenza. L’Istituto avvisa in primo luogo i lavoratori parasubordinati e, nell’anno successivo, informa anche i committenti. Chi ha ricevuto la comunicazione può quindi accedere al servizio e presentare la domanda per la propria quota.

Cosa fare in pratica

  • Verificare di avere SPID di livello 2, CIE di livello 3, CNS o eIDAS;
  • accedere al servizio “Domanda Rimborso Unico” dal sito dell’INPS;
  • scegliere la macro-causale corretta (committente, parasubordinato o altro);
  • indicare i dati richiesti e allegare, se previsto, la documentazione che giustifica il versamento eccedente;
  • conservare la ricevuta di presentazione e controllare periodicamente l’esito della pratica.

Perché è una novità utile

Per molti collaboratori e professionisti iscritti alla Gestione Separata la restituzione di contributi non dovuti era un percorso poco chiaro e frammentato. Un canale unico, con causali definite e regole di ripartizione note, riduce gli errori e dovrebbe rendere più leggibili i tempi della pratica. Resta valido il consiglio di rivolgersi a un patronato o al proprio consulente se la posizione contributiva è complessa, ad esempio in caso di più committenti nello stesso anno.

Le indicazioni riportate sono tratte dalle comunicazioni ufficiali dell’INPS; per i casi particolari fanno fede le istruzioni dell’Istituto e le schede di dettaglio del servizio.

Fonti ufficiali