La pensione: cos’è e quando è nata in Italia?

Pensione

Tutti anelano alla pensione ma siam sicuri di sapere di cosa si tratta? In questo articolo andremo a spiegare cos’è la pensione, quando è nata, a chi spetta e come si può avere diritto all’accesso. La  cosa che bisogna sapere, in ogni caso, è che si tratta di uno stipendio differito che viene erogato, mensilmente al lavoratore quando smette di lavorare. Per accedervi bisogna possedere i requisiti richiesti dalla misura con cui ci si intende pensionare.

La pensione, cos’è?

Il lavoratore nel corso della sua carriera accantona una parte della propria retibuzione per garantirsi, quando non svolgerà più attività lavorativa perchè in età avanzata, una rendita vitalizia che sarà erogata mensilmente dalla cassa previdenziale in cui ha versato i contributi.

La pensione non esiste da moltissimo tempo e, anzi, in Italia si tratta di una conquista piuttosto recente che risale all’Inizio del secolo introdotta con lo scopo di sollevare le singole persone dalla preoccupazione di rimanere senza reddito al momento della cessazione dell’età lavorativa per sopraggiunti limiti di età (o per scelta, nel caso della pensione anticipata).

Le pensioni, però, devono essere finanziate (per questo si parlava in precedenza di accantonare una parte di retribuzione del lavoratore) con il versamento dei contributi che è obbligatotio sia per i lavoratori dipendenti che per quelli autonomi.

I contributi si versano obbligatoriamente per tutta la vita lavorativa e alla fine di quest’ultima determinano la rendita mensile vitalizia. L’importo spettante dipende da diversi fattori quali il montante contributivo, l’età del richiedente e il sistema di calcolo della pensione applicato (ricordiamo che dal 1996 è in vigore il sistema contributivo).

Nel mondo previdenziale esistono numerose misure che permettono il pensionamento anche se quella più frequentemente usata è la pensione di vecchiaia, ovvero quella che spetta a tutti coloro che hanno versato almeno 20 anni di contributi al compimento dei 67 anni di età (nel 2020).

Esistono poi misure che permetto l’accesso alla pensione prima del compimento dei 67 anni e si tratta delle pensioni anticipate di cui quella più utilizzata è la pensione anticipata ordinaria che, nel 2020, richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne (requisiti bloccati fino al 31 dicembre 2026).

E cosa accade al cittadino che durante tutto l’arco della sua vita non ha versato contributi (o che non ha raggiunto i 20 anni di contributi minimi richiesti per accedere alla prestazione di vecchiaia)? Per i cittadini che non rientrano in alcuna pensione e che si trovano in disagio economico, se in possesso di determinati requisiti reddituali, ci sono prestazioni assistenziali (mentre la pensione è una prestazione previdenziale essendo determinata sulla base dei contributi versati) come ad esempio l’assegno sociale erogato dallo Stato.