Novità in arrivo per le pensioni, con una notevole salvaguardia che il governo introduce fino al 2029. Si tratta della conferma dei 7 anni di anticipo per uno degli strumenti più popolari di incentivi all’esodo dei lavoratori. Parliamo di Isopensione. Una misura nata con la riforma Fornero, confermata anno dopo anno e dal 2018 potenziata ma solo fino al 2026. Almeno così era fino a quando il governo, ed è notizia delle ultime ore, ha deciso di prorogare il maggior vantaggio concesso. Ma di cosa si tratta effettivamente? Come vedremo, si tratta dell’estensione della possibilità di andare in pensione anche a partire dai 60 anni di età.
Novità pensioni: 7 anni di anticipo fino al 2029 e uscite anche a 60 anni
L’Isopensione cos’è? Parliamo di una possibile pensione che dal 2018 al 2026 è concessa fino a 7 anni prima. Si tratta di quello strumento nato nel 2013 che serve per accompagnare alla quiescenza i lavoratori che sono più vicini alle pensioni in seno ad aziende con più di 15 dipendenti in organico. Di fatto, una pensione per lavoratori che si trovano a 7 anni dal raggiungere i requisiti per le pensioni di vecchiaia o anticipate.
Fino al 2017 la misura riguardava chi si trovava fino a 4 anni da questi requisiti. In buona sostanza, si tratta di autentici prepensionamenti su cui però serpeggiava il ritorno al passato, con un taglio dei beneficiari dovuto al fatto che da 7 anni di anticipo si tronava a 4.
Via libera all’Isopensione a 7 anni fino al 2029
Invece via libera alla conferma fino al 2029 del prepensionamento a 7 anni di anticipo e quindi a partire da lavoratori con 60 anni di età o con 35,10 anni di versamenti.
Naturalmente c’è da fare i conti dal 2027 con l’aumento dei requisiti tanto delle pensioni anticipate che delle pensioni di vecchiaia. Con il mese in più nel 2027, i 3 mesi in più nel 2028 e i probabili 2 mesi ulteriori nel 2029, cambierebbero anche le soglie dell’Isopensione.
Ma un vantaggio di 7 anni rimarrebbe cospicuo. Per il resto la misura dovrebbe rimanere inalterata come meccanismo. Quindi, resterà sempre assoggettata ad una preventiva intesa tra azienda e sindacati per poi avviare la richiesta di attivazione dell’Isopensione all’INPS.
La pensione verrebbe pagata sempre dall’INPS e mese dopo mese con il calendario normale delle pensioni. Ma sarebbe l’azienda a versare all’INPS il corrispettivo che poi l’Istituto verserebbe ai lavoratori. Misura a carico dell’azienda quindi, che oltra a finanziare la pensione finanzierebbe pure i contributi figurativi per tutta la durata dell’anticipo.