Sparite dalle misure di pensionamento da sfruttare, la quota 103 e opzione donna. Il 2026 per quanto riguarda le pensioni si è aperto così, con due misure in meno da utilizzare per anticipare le uscite rispetto alla pensione di vecchiaia. Eppure, restano in pista alcune misure di pensionamento anticipato che i lavoratori e i contribuenti potranno sfruttare per anticipare le uscite anche nel corrente anno. Ecco tre misure di pensionamento anticipato che ancora nel 2026 gli interessati potranno utilizzare.
Pensioni 2026, ecco tre uscite anticipate da sfruttare
Se un contribuente ha iniziato a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995, con almeno vent’anni di contributi versati e raggiungendo una pensione pari almeno a 3 volte l’importo dell’assegno sociale, c’è la possibilità di andare in pensione nel 2026 a 64 anni. La misura si chiama pensione anticipata contributiva e prevede alcune agevolazioni per le lavoratrici che hanno avuto dei figli. Infatti, solo per loro la soglia minima di pensione da raggiungere, che per la generalità dei contribuenti è pari a 3 volte l’assegno sociale è ridotta, anche se di poco.
Per chi ha avuto un solo figlio la soglia da raggiungere è pari a 2,8 volte l’assegno sociale. Invece per chi di figli ne ha avuti di più la soglia scende a 2,6 volte l’importo dell’assegno sociale. Importo di questa prestazione che nel 2026 è passata a circa 546 euro al mese. Chi può andare in pensione a 64 anni di età con questa misura, deve considerare 3 mesi di finestra per la decorrenza del trattamento.
Ecco le uscite 2026 senza limiti di età
Altra misura che è possibile sfruttare per andare in pensione prima dei 67 anni di età anche nel 2026 è la pensione anticipata ordinaria. In questo caso parliamo di una misura aperta a tutti i contribuenti che riescono a raggiungere i contributi previsti dalla normativa vigente.
Contributi pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Non ci sono particolari vincoli di platea e non c’è nessun ostacolo a percepire questo genere di prestazione se escludiamo i tre mesi di finestra per la decorrenza. Sempre senza limiti di età ma ridotta come platea è la pensione di quota 41 per i lavoratori precoci.
La misura è rimasta anche nel 2026 e consente di uscire dal lavoro una volta completata la carriera pari a 41 anni di contributi versati, di cui almeno un anno versato prima dei 19 anni di età. Come detto anche in questo caso si tratta di una prestazione che si prende senza alcun limite anagrafico e basta raggiungere il numero di contributi previsti.
La quota 41 però non è per tutti ma riguarda esclusivamente i disoccupati, gli invalidi, i caregivers e gli addetti ai lavori gravosi o usuranti. Anche in questo caso, cioè per la quota 41 precoci, c’è da fare i conti con i tre mesi di finestra per la decorrenza del trattamento.