Pensioni anticipate a 62 anni, bastano 20 anni di contributi solo in questo caso

Mario nava
Pensione a 56 anni

Parlare di dubbi e perplessità per quanto riguarda le pensioni anticipate per il 2023 non è esercizio azzardato. Infatti le nuove misure introdotte dal Governo, oppure le proroghe di quelle che dovevano scadere il 31 dicembre 2022, hanno probabilmente provocato false speranze per molti lavoratori. Per l’ennesimo anno il superamento della Legge Fornero non ha visto i natali dal momento che pure la quota 103 non serve all’obbiettivo. Come non servivano le vecchia quota 100 e quota 102 per esempio. E come non serviranno nemmeno le proroghe di opzione donna e dell’Ape sociale. Molti media parlano di pensioni a 62 anni nel 2023, ma questa cosa riguarderà solo una piccola fetta di lavoratori, Molti infatti resteranno chiusi nei limiti della riforma Fornero anche nel 2023, dovendo posticipare le velleità di uscita anticipata dal lavoro al futuro. A meno che non ci siano situazioni particolari che possono concedere l’anticipo. Ed anche a 62 anni bastano 20 anni di contributi, ma solo in alcuni casi.

Perché la riforma Fornero non è stata superata e le pensioni a 62 anni sono difficili

Partiamo dal presupposto che la pensione a 62 anni di età è una novità della legge di Bilancio, ma che riguarda solo lavoratori con 41 anni di carriera o più. La quota 103 infatti ha questo vincolo che resta difficile da raggiungere per molti lavoratori. Chi non aveva ancora i 62 anni di età nel 2021, anche se aveva già i 38 di contributi utili alla quota 100, non potrà andare in pensione con la quota 103. Se ha continuato a lavorare, nel 2023 riuscirà a mala pena ad arrivare a 40 anni di contributi. Se invece era disoccupato, peggio ancora. I 41 anni di contributi in entrambi i casi sono un limite irraggiungibile. E resteranno senza pensione ancora una volta, con lo scalone di 5 anni che tutto è stato fatto, tranne che superarlo. Peggio ancora per chi nel 2021 non ha centrato quota 100 perché non aveva i 38 anni di contributi. In questo caso vietato illudersi, la pensione slitta ai 67 anni di età. Altro che pensioni anticipate a 62 anni.

Pensioni anticipate a 62 anni, bastano 20 anni di contributi solo in questo caso e con invalidità

A dire il vero una possibilità di pensionamento a 62 anni senza i 41 di contributi esiste già ed è una misura strutturale del sistema. Bastano 20 anni per poter accedere alla pensione di vecchiaia con invalidità pensionabile. Una misura che però non è nuova e non centra nulla il nuovo Governo. La misura esiste da tempo. E chi nel 2023 ha completato i 62 anni vi rientra anche perché si tratta di una misura che parte addirittura dai 56 ani di età per le donne (per gli uomini ne bastano 61). Serve però che la commissione medica dell’INPS riconosca invalido un lavoratore, in misura pari ad almeno l’80%. E si parla di invalidità pensionabile perché riguarda il lavoro svolto dal diretto interessato. L’invalidità deve essere relativa alla riduzione della capacità del lavoratore, di continuare a svolgere l’attività e le mansioni svolte fino ad un determinato momento. Non è l’invalidità civile ma l’invalidità pensionabile. Quindi, le pensioni anticipate a 62 anni, finiscono dentro la misura per cui bastano 20 anni di contributi e non i 41 della quota 103.

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