Più soldi sulla pensione e si esce dal lavoro prima, ecco il Bonus pensioni

mazzarella
Ecco come sfruttare il bonus pensioni per prendere un assegno più alto o per lasciare il lavoro in anticipo.
bonus busta paga

Non sempre in materia pensioni, le regole sono chiare e interpretate in maniera ottimale. Ci sono normative che spesso non vengono approfondite come dovrebbero. Invece consentono alcuni netti vantaggi che rischiano così di essere poco utilizzati. Un tipico esempio è quello che consente di fare la vecchia riforma Dini. la cui applicazione anche nel 2024 può portare a due vantaggi. Più soldi sulla pensione e si esce dal lavoro prima, questo ciò che consente di fare ma che molti non usano.

Più soldi sulla pensione e si esce dal lavoro prima

Un assegno più elevato di importo è ciò che permette di fare la legge n° 335/95, meglio nota come riforma Dini. Si tratta di una delle più importanti riforme del nostro sistema previdenziale. Una riforma che per esempio, introdusse il sistema contributivo della pensione. Tra le tante cose che quella legge introdusse, c’è un bonus per le mamme lavoratrici che hanno il primo accredito successivo all’entrata in vigore di quella riforma (dopo il 31 dicembre 1995) o che scelgono la via del sistema contributivo con computo nella Gestione Separata INPS.

I coefficienti di trasformazione, come usare quello migliore

In base al numero dei figli avuti, sale la pensione percepita. Questo è uno dei tanti vantaggi che entrano in scena. Il calcolo della prestazione con il sistema contributivo si basa sul montante dei contributi versati che viene prima rivalutato al tasso di inflazione e poi moltiplicato per il coefficiente di trasformazione previsto in base all’età del richiedente la pensione al momento della domanda.
In base al numero di figli avuti, la lavoratrice può scegliere la via di un coefficiente di trasformazione più alto rispetto a quello che verrebbe applicato in base alla sua età.

Ecco alcuni esempi pratici

Per via di questa agevolazione, si può scegliere di usare il coefficiente dell’anno successivo a quello che invece dovrebbe essere usato in base all’età della richiedente. Ma solo per le donne che hanno avuto 1 o 2 figli. Per quelle che ne hanno avuti di più si può usare il coefficiente più alto di 2 anni. In parole povere, uscire a 67 anni consente di prendere una pensione calcolata con il coefficiente di 69 anni con tre o più figli o con quello dei 38 anni con uno o due figli. Per esempio, una lavoratrice con 300.000 euro di montante contributivo già rivalutato, dovrebbe prendere 17.169 euro di pensione annua lorda (coefficiente 67 anni 5,723%). Sfruttando l’opportunità del bonus, ecco che con uno o due figli prenderebbe 17.793 euro (coefficiente 68 anni pari al 5,931%) oppure 18.462 con tre o più figli (coefficiente 69 anni 6,154%).

In pensione prima con il bonus contributivo

Deve essere la lavoratrice a scegliere la via del bonus con aumento della pensione. Infatti la stessa lavoratrice può optare per sfruttare l’agevolazione sui figli per ottenere una pensione in anticipo. Infatti c’è la possibilità di accredito di 4 mesi per ogni figlio avuto fino al massimo di 12 mesi per le lavoratrici. Una lavoratrice madre può andare in pensione se ha avuto almeno 3 figli, a 66 anni di età e 20 anni di contributi e non a 67. Oppure a 63 anni di età con 20 anni di contributi se sceglie la via della pensione anticipata contributiva che si centra a partire dai 64 anni.

Segui Pensioni&Fisco su Google News, selezionaci tra i preferiti cliccando in alto la stellina
Configura Cookie