Quota 64: il fondo da 850 milioni per le uscite anticipate Quota 64: il fondo da 850 milioni per le uscite anticipate

Pensione Quota 64, Salvini: “Gli alleati rispettino la Lega”. Cosa c’è nel fondo da 850 milioni per le uscite anticipate

La Lega spinge per l’uscita a 64 anni, ma in manovra non c’è ancora una norma: le indiscrezioni su costi, fondo da 850 milioni e penalizzazioni.

La pensione a 64 anni per tutti è il tema più caldo della manovra 2027, ma al momento resta un’ipotesi politica e non una norma. Il disegno di legge di bilancio è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre e ora passa all’esame del Parlamento: i dettagli sulle uscite anticipate non sono scritti, e quello che circola sono ricostruzioni e indiscrezioni. Ecco cosa si sa e cosa è ancora da definire.

La proposta della Lega

Secondo quanto circola, la Lega vuole inserire in manovra una pensione anticipata a 64 anni di età, con almeno 20 anni di contributi. Il meccanismo sarebbe facoltativo e prevederebbe un ricalcolo contributivo dell’assegno per chi ha anche contributi precedenti al 1996. Per i lavoratori interamente nel sistema contributivo l’uscita a 64 anni esiste già, ma con la condizione che la prima rata non sia inferiore a tre volte l’assegno sociale; la proposta punterebbe ad allargare la platea.

  • costo stimato dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon: circa 5 miliardi in tre anni;
  • adesioni previste: circa 80.000 persone il primo anno e 180.000 nei primi tre;
  • la Lega chiede anche di congelare gli aumenti dell’età pensionabile previsti dal 2027, che costerebbero oltre un miliardo;
  • un’ipotesi circolata è una “nuova Quota 100” con 64 anni di età e 36 di contributi, ma i dettagli non sono definiti.

Salvini: “Gli alleati rispettino la Lega”

Il leader della Lega Matteo Salvini ha rilanciato la “quota 64”: la priorità del suo partito è superare la legge Fornero a partire dal 2027, con un’uscita a 64 anni che sarebbe facoltativa e non obbligatoria. Salvini sostiene che il fondo per le uscite anticipate previsto in manovra serva proprio a questo scopo, e chiede agli alleati di rispettare la posizione della Lega.

Il fondo per le uscite: 850 milioni l’anno

  • la manovra metterebbe da parte 2,5 miliardi complessivi, cioè 850 milioni l’anno dal 2027 al 2029, per un fondo legato all’uscita dal lavoro, da attivare con un decreto il prossimo anno;
  • la Lega vorrebbe aggiungere altri 1,5 miliardi, per arrivare a 4 miliardi totali, distribuiti tra il 2028 e il 2029;
  • Fratelli d’Italia e Forza Italia lascerebbero invece aperta la questione di come usare il fondo, richiamando il testo della manovra, che parla di “specifici soggetti in difficoltà” e di possibili misure di sostegno alla disoccupazione;
  • secondo le ricostruzioni, le risorse sarebbero destinate a chi va in pensione con il sistema contributivo.

Anche la premier Giorgia Meloni è intervenuta sul clima nella maggioranza: prima dell’approvazione della manovra in Consiglio dei ministri avrebbe detto agli alleati “Abbiamo accontentato tutti, ora niente errori in Parlamento”, un richiamo letto come invito a evitare grosse modifiche e a tenere in sicurezza i conti pubblici. Una posizione esplicita della premier sulla pensione a 64 anni non è emersa. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha invece aperto all’idea, definendo l’attuale assetto una distorsione della riforma Fornero.

Quanto costerebbe al pensionato

Uscire a 64 anni significa, in ogni caso, versare meno contributi e applicare un coefficiente di trasformazione più basso rispetto a quello dei 67 anni. Con il ricalcolo contributivo, chi ha una parte retributiva rischierebbe un assegno più leggero: le cifre che circolano (fino a centinaia di euro al mese, o riduzioni attorno al 10%) sono stime non confermate. Anche i requisiti si muovono: dal 2027, secondo le schede INPS, la vecchiaia sale a 67 anni e 1 mese e la pensione anticipata richiede 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini (41 anni e 11 mesi per le donne).

Cosa succede adesso

  • il testo della manovra è in Parlamento: le norme sulle pensioni potranno cambiare con gli emendamenti;
  • nella maggioranza il confronto è aperto: la Lega dice che non ci sono veti e chiede rispetto agli alleati, mentre FdI e FI non si sbilanciano sull’uso del fondo;
  • restano da decidere altri dossier, come il rinnovo dell’Ape sociale, in scadenza il 31 dicembre 2026, e gli aumenti delle pensioni minime.

Finché non ci sarà un testo, nessuno può fare domanda per un’uscita a 64 anni “per tutti”: conviene seguire l’iter in Parlamento e verificare la propria posizione contributiva sul sito dell’INPS. Aggiorneremo l’articolo appena ci saranno novità ufficiali.

Fonti ufficiali