Falsa notifica Entrate-Riscossione: nuova truffa via e-mail Falsa notifica Entrate-Riscossione: nuova truffa via e-mail

Falsa notifica di Agenzia Entrate-Riscossione: nuova truffa via e-mail

Torna a circolare una falsa comunicazione che si spaccia per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Con un avviso del 2 novembre 2026 l’Agenzia delle Entrate segnala una nuova campagna di phishing e invita a non cliccare sul link contenuto nel messaggio.

Come si presenta la truffa

L’e-mail arriva da un mittente indicato come “AgenziaEntrate Riscossione”, con un indirizzo che richiama il nome dell’ente. Si tratta di una tecnica di ingegneria sociale: serve a dare autorevolezza al messaggio agli occhi di chi lo riceve. Il testo imita una notifica dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e informa di una nuova comunicazione nell’area riservata del portale.

Il messaggio mette una moderata urgenza, indicando che la notifica ha validità di due giorni dall’invio. In fondo c’è un pulsante che porta a un sito malevolo.

Il trucco per aggirare i filtri antispam

Rispetto alle campagne precedenti, l’Agenzia segnala una novità: dopo ciascuna lettera del testo vengono inseriti caratteri casuali con formattazioni diverse. Per un filtro automatico il testo diventa illeggibile, mentre una persona riconosce comunque le parole, perché il cervello legge la forma complessiva e ignora i caratteri di disturbo. Fa eccezione la sezione centrale, con alcuni falsi riferimenti, seguita dal pulsante.

Cosa fare se arriva il messaggio

  • cestinare subito l’e-mail, senza cliccare sul link;
  • ricordare che l’Agenzia delle Entrate disconosce queste comunicazioni e si dichiara totalmente estranea;
  • in caso di dubbi, consultare la pagina “Focus sul phishing” del portale istituzionale, oppure rivolgersi ai contatti sul sito www.agenziaentrate.gov.it o all’ufficio territoriale competente.

Si tratta dell’ultimo di una serie di avvisi: l’Agenzia ha già segnalato in ottobre altre campagne analoghe, a tema false notifiche amministrative e finti rimborsi Irpef. Con le dichiarazioni dei redditi e i conguagli di questi mesi, questi messaggi possono sembrare plausibili: meglio verificare sempre dal sito ufficiale.

Perché la truffa funziona

Questi messaggi sfruttano la fretta e la fiducia nei confronti di un ente istituzionale: una scadenza di due giorni spinge a cliccare prima di controllare. Il pulsante porta a un sito falso che può chiedere dati personali o credenziali. Nelle settimane dei conguagli e dei rimborsi sono in molti ad attendere comunicazioni dal Fisco, e la truffa punta proprio su questo.

Se hai già cliccato

Se hai aperto il link o inserito dei dati, la prudenza suggerisce di cambiare subito le password dei servizi interessati, controllare i movimenti del conto e avvisare la banca in caso di dati finanziari. È utile anche segnalare l’accaduto alla Polizia Postale. Per controllare cartelle e avvisi veri conviene sempre digitare a mano l’indirizzo del sito ufficiale e accedere con le proprie credenziali, evitando i collegamenti ricevuti per e-mail.

In sintesi: nessun ente chiede dati o pagamenti con un link ricevuto per e-mail e una scadenza di pochi giorni. Quando arriva un messaggio di questo tipo, la regola più sicura è non cliccare, controllare dal sito ufficiale e, se serve, chiedere conferma a un ufficio dell’Agenzia o a un intermediario di fiducia, come un CAF o un commercialista.

Fonti ufficiali