Riforma pensioni, ecco la quota 92 che tanto piace ai lavoratori

Arriva un'ipotesi che potrebbe piacere molto ai lavoratori: pensione a 62 anni con 30 anni di contributi, la quota 92.

Nannicini

Nei mesi scorsi molte sono state le ipotesi messe in campo per il varo di una misura che permettesse di sopperire alla scadenza della quota 100 e all’inevitabile scalone di 5 anni che provocherebbe.

Ma sempre, in ognuna delle proposte avanzate, era prevista una penalizzazione, dove maggiore, dove minore, ove in percentuale e ove a causa di ricalcolo contributivo.

In ogni caso i lavoratori in attesa di una misura che permettesse di lasciare il lavoro con un certo anticipo erano consapevoli che uscire prima dal mondo del lavoro avrebbe significato perdere parte dell’assegno previdenziale spettante.

Quota 92

E proprio ieri, in questo clima di sfiducia appare su Facebook un post di Tommaso Nannicini per ricordare una proposta di riforma avanzata esattamente un anno fa, quella della pensione equa con 62 anni e 30 anni di contributi che aprirebbe le porte della quiscenza a moltissimi lavoratori oggi esclusi dall’anticipo.

Ma non si tratta di una quota 92 per tutti indistintamente. Nannicini parla di pensione equa perchè la misura in questione andrebbe a tutelare i lavoratori più deboli non regalando, invece, l’anticipo a chi non si trova in difficoltà.

Ed ecco che la misura prevede quindi, anche la possibilità di una pensione di cura per le donne e di una opzione donna estesa anche agli uomini accessibile a 64 anni di età e con ricalcolo interamente contributivo dell’assegno.

Ovviamente si tratte dell’ennesima ipotesi che, molto probabilmente, farà la fine delle precedenti ma non prevedendo penalizzazioni valeva la pena di farla conoscere. Anche perchè, in questo modo, i lavoratori possono rendersi conto che non sempre si cerca di fregarli tagliando la loro pensione ma c’è anche chi cerca la tutela dei diritti dei più fragili.