Sanatoria cartelle esattoriali Agenzia delle Entrate Riscossione, ma come funzionano nuova rottamazione e nuovo saldo e stralcio?

Mario nava
Bonus

Tabula rasa delle cartelle esattoriali da parte del governo Meloni. Lo sostengono sia quanti sono contenti delle voci su condoni e sanatorie che quelli che sono contrari, dando un taglio polemico al “tabula rasa”. Resta il fatto che il governo sta davvero per mettere in atto una profonda sanatoria fiscale. Molte cartelle verranno probabilmente azzerate. Alte verranno rese sanabili in maniera agevolata. Tutto a vantaggio dei contribuenti, ma anche dello Stato.

Perché cancellare le cartelle esattoriali conviene pure all’Agenzia delle Entrate Riscossione

Ma perché il governo che si dimostra essere a caccia di soldi per i motivi più disparati e per varare riforme e misure per contrastare il carro bollente e la crisi economica dovrebbe azzerare le cartelle esattoriali dei contribuenti? Una domanda lecita anche perché sembra un autentico controsenso questo. Azzerare le cartelle esattoriali significa per lo Stato e per chi è demandato alla riscossione (Agenzia delle Entrate Riscossione), perdere crediti e buttare soldi che invece dovrebbero entrare in cassa. Magari per permettere il varo della pensione a 61 anni di cui da giorni si parla. Sembra però che il governo sia intenzionato a cancellare quelle di importo inferiore e 1.000 euro. Il motivo che avvantaggia anche lo stato è sicuramente uno, ed è quello della convenienza ad incassare. Lo dimostra il fatto che già in passato lo Stato ha deciso di condonare ai contribuenti le cartelle inferiori a 1.000 euro fino al 2010. Si tratta per lo più di cartelle obsolete, che gravano e ingessano la macchina operativa del Fisco. E sono crediti, almeno quelli più vecchi, che il più delle volte sono non più incassabili. Basti pensare ai debiti di una impresa oramai fallita e cessata. Oppure quella di un contribuente deceduto senza eredi o con eredi che non hanno accettato l’eredità o sono insolvibili.

Il vantaggio per i contribuenti con il condono delle cartelle

Inoltre, parlando di importi, emerge un dato di fatto oggettivo. Lo Stato cercando di incassare le cartelle al di sotto di 1.000 euro, rischia di non trovare convenienza all’eventuale incasso. Infatti spesso se il contribuente non paga, bisogna passare alle procedure di esecuzione forzata. Che sono piuttosto onerose e che rendono l’incasso meno vantaggioso, a tal punto che a volte lo Stato rischia di spendere di più. Questo un altro motivo del perché cancellare le cartelle può essere utile anche all’Agenzia delle Entrate Riscossione come era utile una volta ad Equitalia.

Senza debiti ritorno alla legalità

Per il contribuente medio invece sarebbe una specie di toccasana. Azzerare il montante debitorio li libererebbe da rischi di pignoramenti e confische. Gli indebitati tornerebbero liberi di restare nella legalità. Inutile sottolineare il fatto che un contribuente con debiti, se non vuole pagare le cartelle o se non può, rischia di dover accettare lavori irregolari pur di non finire nelle procedure di pignoramento del conto corrente o dello stipendio nel caso di lavoro alla luce del sole.

Le sanatorie che stanno per essere varate

Oggi non è ancora nulla di definitivo, ma il governo ha intenzione di entrare con almeno due provvedimenti che riguardano le cartelle esattoriali. La cancellazione di quelle fino a 1.000 euro prima citate, ma anche la possibilità di rateizzare quelle più alte. E con una sanzione fissa e forfettaria pari al 5% del debito. Rate da 5 anni (60 mesi) per chi ha avviato contenziosi con il Fisco purché rinuncia a continuare nella lite. Rate fino a 10 anni (120 mesi) per le altre cartelle. Al momento non si sa se verranno imposti limiti reddituali o vantaggi a scalare in maniera inversamente proporzionale al salire del redito. Sarà il decreto fiscale a mettere nero su bianco un intervento che il governo vorrebbe varare subito per mettere in cascina i primi rientri dei crediti dei soggetti che aderiranno a queste sanatorie.

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