Solo 4 mesi di Assegno di Inclusione sono sicuri, dopo c’è il rischio sospensione

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Cosa fare per non finire nella decadenza dall’Assegno di Inclusione e dal Supporto formazione e lavoro.
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Una volta c’era il Reddito di Cittadinanza, adesso ci sono Assegno di Inclusione e Supporto Formazione e Lavoro. Due misure destinate a platee diverse, ma che possono anche coesistere nella stessa famiglia. Entrambe le misure però hanno diversi adempimenti obbligatori da rispettare, altrimenti si rischia la decadenza dal beneficio. Ecco tutti i perché ed a cosa devono prestare attenzione i beneficiari.

Solo 4 mesi di Assegno di Inclusione sono sicuri, perché

Sono molti di più gli adempimenti che devono rispettare i beneficiari di Assegno di Inclusione e Supporto Formazione e Lavoro rispetto a quando questi soggetti prendevano il Reddito di Cittadinanza. Innanzi tutto, insieme alla domanda dei sussidi, occorre registrarsi alla piattaforma SIISL. Perché c’è da sottoscrivere subito il PAD, Patto di Attivazione Digitale. Questo è il passaggio preventivo e fondamentale per poter vedere accolta la domanda in caso di possesso di tutti i requisiti previsti. Infatti senza iscrizione in piattaforma e senza PAD non si può prendere nessuno dei due sussidi. Ma anche con la procedura tutta completata, solo 4 mesi di Assegno di Inclusione sono sicuri.

Due diverse misure, diverse platee, ma sussidi cumulabili tra loro

Il Supporto Formazione e Lavoro è destinato a famiglie al cui interno ci sono tutti soggetti tra i 18 ed i 59 anni, senza invalidità e senza prese in carico dai servizi sociali. L’Assegno di Inclusione invece riguarda le famiglie al cui interno ci sono esclusivamente soggetti over 60, minori di 18 anni, invalidi o presi in carico dai servizi sociali comunali. Per le famiglie al cui interno ci sono soggetti misti tra le due platee specifiche per ciascun sussidio, le due misure possono essere richieste insieme. I fragili richiederanno e prenderanno l’Assegno di Inclusione, calcolato solo su questi soggetti presenti nel nucleo familiare. Gli altri, occupabili al lavoro, chiederanno invece il Supporto Formazione e Lavoro.

Cosa fare entro i 4 mesi dalla sottoscrizione del PAD

Entro 120 giorni dalla sottoscrizione del PAD gli interessati all’Assegno di Inclusione dovranno andare dall’Assistente sociale del loro Comune, per attivare il patto sociale. Si tratta del programma specifico in base al profilo dell’interessato, atto alla nuova inclusione sociale dei soggetti. Solo 4 mesi di Assegno di Inclusione sono sicuri perché chi ha preso la ricarica di gennaio, avendo sottoscritto il PAD lo stesso mese, se non si presenta dall’Assistente sociale insieme a tutti i componenti su cui viene calcolato l’Assegno di Inclusione, si vedrà sospendere immediatamente la prestazione. Per quelli che prendono il Supporto Formazione e Lavoro, oppure che non hanno chiesto nulla ed hanno una età compresa tra i 18 ed i 59 anni, questo obbligo non c’è se si parla di Assegno di Inclusione. per l’altra misura invece gli adempimenti sono maggiori, perché tra curriculum vitae da produrre in Piattaforma, Agenzie del lavoro da indicare e convocazioni presso le stesse, prima di prendere il sussidio ci vorrà del tempo.

Niente messaggi? l’Obbligo c’è lo stesso

Tornando all’Assegno di Inclusione, in genere i Servizi sociali comunali chiamano gli interessati o mandano messaggi via SMS o Email in base ai dati inseriti dal richiedente nella domanda. Senza messaggi o convocazione deve essere l’interessato ad andare lo stesso dall’Assistente sociale per evitare la sospensione dell’Assegno di Inclusione dopo soli 4 mesi. Dopo questo primo incontro, gli altri dovrebbero susseguirsi a cadenza di 90 giorni per volta. Perché bisognerà andare al Patronato o all’Ufficio Servizi Sociali comunali ogni 3 mesi per la verifica dei miglioramenti in materia di inclusione sociale.

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