Anche a badanti, colf e baby sitter l’indennità di disoccupazione: ecco quando spetta la Naspi

Anche per colf, badanti e baby sitter spetta l’indennità di disoccupazione Naspi alla perdita del contratto di lavoro.
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Anche per badanti, colf e baby sitter con regolare contratto di assunzione spetta l’indennità di disoccupazione per un massimo di 2 anni. Ovviamente le condizione per l’accesso sono le stesse previste per la generalità dei lavoratori, ma proprio per il lavoro domestico sono previste delle specifiche per quanto riguarda la verifica dei requisiti di accesso.

Lavoro domestico e indennità di disoccupazione

La Naspi, quindi, spetta anche ai lavoratori domestici che perdono il lavoro. Si tratta di una indennità mensile corrisposta per la metà delle settimane contributive accreditate nei 4 anni precedenti l’evento di disoccupazione.

I lavoratori domestico per poter accedere all’indennità di disoccupazione devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • stato di disoccupazione involontario, quindi a seguito di licenziamento, scadenza di contratto a termine o dimissioni per giusta causa: possono accedere anche le lavoratrici madre che nel periodo tutelato (300 giorni prima della data del parto  e fino al compimento di un anno di vita del bambino) presentino dimissioni
  • 13 settimane almeno di contributi accreditati nei 4 anni precedenti l’inizio della disoccupazione
  • 30 giorni di lavoro effettivo prestati nei 12 mesi precedenti la perdita del lavoro.

Proprio su quest’ultimo requisito la circolare INPS 194 del 27 novembre 2015 specifica che essendo impossibile riscontrare l’effettiva presenza al lavoro in ogni giornata per quel che riguarda il lavoro domestico è necessario individuare la presenza al lavoro equivalente alle 30 giornate necessarie.

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Proprio per questo motivo, nel caso del lavoro domestico, si prendono a riferimento , considerando che una settimana di contributi fa riferimento a 24 ore di lavoro, a tutte le ore accreditate nel trimestre, dividendo le stesse per 24 ed individuando le settimane di lavoro effettivo.

Poniamo l’esempio di un lavoratore domestico che nel trimestre ha lavorato 96 ore: 96 diviso 24 da come risultato 4 settimane di contribuzione nel trimestre di riferimento. Quando nei 12 mesi di riferimento per la ricerca del requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo, quindi, almeno 5 settimane risultano lavorate, il requisito si intende soddisfatto.

Importo indennità disoccupazione

L’importo mensile spettante al lavoratore domestico che accede all’indennità di disoccupazione, viene calcolato sulla retribuzione percepita negli ultimi 4 anni e l’indennità spetta per un massimo di 24 mesi.

Si ricorda, in ogni caso, che per i primi 3 mesi l’indennità spetta in misura pari al 75% della retribuzione media degli ultimi 4 anni e dal 91esimo giorno la stessa di riduce di un 3% al mese.

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