Aumento assegno invalidità: la sentenza è ingiusta?

La sentenza della Consulta che aumenta l'importo dell'assegno di invalidità civile per gli invalidi al 100% sembra essere ingiusta su 2 punti.

Pensioni aumenti assegni

Con la sentenza della Corte Costituzionale dello scorso 24 giugno, si è definito incostituzionale l’importo dell’assegno di invalidità erogato agli invalidi totali che attualmente ha un importo di 286 euro mensili. Proprio per questo motivo la Consulta ha stabilito per questa prestazione assistenziale l‘incremento al milione che ne porterebbe l’importo a circa 515 euro mensili.

Aumento assegno invalidità

La decisione della Corte Costituzionale ha però sollevato diverse polemiche e qualcuno, addirittura, grida all’ingiustizia.

L’importo dell’assegno di invalidità, infatti, sarà aumentato solo per gli invalidi civili al 100% con reddito annuo non superiore ai 6713,98 euro. La cosa ha fatto rilevare quelle che potrebbero essere considerate 2 ingiustizie.

Da una parte si polemizza sull’importo limite per avere diritto all’incremento al milione: per l’assegno di invalidità (senza aumento)  basta invece un reddito annuo al di sotto dei 16.984,79 euro. Per l’incremento al milione, invece, si richiede che l’invalido totale sia molto più povero.

Inoltre il fatto che l’aumento spetti soltanto a chi abbia un’invalidità al 100% fa infuriare gli invalidi parziali con percentuali abbastanza alte che si trovano, anch’essi, nell’impossibilità di poter lavorare. SI fa notare che quando un’invalidità è superiore al 74% è come se fosse totale visto che l’inabilità al lavoro sussiste comunque.

In ogni caso nella sentenza della Consulta si legge che l’aumento “dovrà d’ora in poi essere erogato a tutti gli invalidi civili totali che abbiano compiuto i 18 anni e che non godano in particolare di redditi su base annua pari o superiori a 6.713,98 euro

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