Badanti al lavoro 24 ore su 24? Non è legale, il datore deve pagare la presenza fissa

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Gli orari di lavoro nel settore domestico sono limitati e circoscritti dal Ccnl di categoria. Su questo non si scappa, perché ci sono limiti massimi di orario di lavoro che come per qualsiasi altro lavoratore subordinato, devono essere rispettati. Purtroppo, segnalazioni che arrivano da più lavoratori e la particolare tipologia di attività che è quella della badante, mettono in luce uno spaccato particolare di questi rapporti di lavoro. Sono poche le badanti che effettivamente svolgono una prestazione in linea con l’orario di lavoro previsto dal Ccnl. In altri termini, si lavora per più ore, spesso anche per tutta la giornata. Una cosa che la legge però non consente, perché il lavoro 24 ore su 24 è illegale. Anche la sola presenza che spesso accompagna il lavoro della badante, deve essere pagata.

Lavorare 24 ore su 24, perché nel lavoro della badante è una cosa piuttosto comune

Il lavoro della badante è una attività piuttosto particolare. Non può essere precisamente circoscritta ad un determinato arco temporale come succede in fabbrica per esempio, con il lavoro organizzato per turni. La badante svolge il ruolo di assistenza di persone anziane, spesso non autosufficienti o addirittura invalide. Ance se l’orario di lavoro ha un momento in cui inizia ed un altro in cui termina, come per tutte le altre tipologie di attività, le esigenze dell’anziano sono inderogabili e imprevedibili. E capita così che anche durante le ore di riposo, magari notturne, l’anziano ha bisogno dei servizi della badante. Soprattutto la badante in regime di convivenza, che vive dove lavora, cioè insieme all’anziano da assistere, è particolarmente esposta al lavoro al di fuori del normale orario di servizio. Questo soprattutto perché il ruolo della badante prevede la presenza, anche notturna, altrimenti non ci sarebbe motivo di instaurare un rapporto in regime di convivenza.

Orario di lavoro, presenza fissa e remunerazione

La normativa nel lavoro domestico è chiara. La badante convivente a tempo pieno non può lavorare per più di 10 ore e queste non possono essere nemmeno consecutive. Anche per le badanti a servizio ridotto resta fermo il limite delle 10 ore non consecutive, anche se il lavoro in questo caso deve essere spalmato solo su 3 giorni a settimana. Per le badanti non conviventi tali ore scendono ad 8, e devono essere anche in questo caso non consecutive e spalmate solo su 6 giorni a settimana. Alla badante spetta un riposo di 11 ore consecutive oltre alla paura durante la giornata di lavoro. L’orario di lavoro inoltre, deve essere collocato nelle fasce orarie che vanno dalle 6:00 alle 14.00 o dalle 14:00 alle 22:00.

Per la presenza notturna o per le ore extra che possono essere richieste da situazioni contingenti e quindi da necessità dell’anziano assistito, la badante va remunerata di più. Per esempio, un’ora di lavoro notturno alla badante deve essere pagata con il 20% in più della paga oraria. Le ore di lavoro notturno sono quelle che vanno dalle 22:00 alle 6:00 del mattino seguente.