Irpef 2027: aliquota del 33% fino a 55.000 euro, chi risparmia e quanto

La manovra 2027 allunga il secondo scaglione Irpef al 33% fino a 55.000 euro, per il solo 2027: risparmio massimo di 500 euro, esempi e cosa resta da chiarire.

Il disegno di legge di bilancio 2027-2029 prevede un ampliamento del secondo scaglione dell’Irpef: per il solo anno 2027 l’aliquota del 33% si applicherebbe fino a 55.000 euro di reddito, invece che fino a 50.000. La misura compare nella relazione illustrativa del disegno di legge, che ne stima il costo in circa 1,4 miliardi di euro nel triennio. Non è ancora legge: il testo è all’esame del Parlamento, che deve approvarlo entro il 31 dicembre.

Cosa cambia con la manovra

Oggi l’Irpef si calcola con tre aliquote: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000 a 50.000 euro e 43% oltre i 50.000 euro. Con la modifica prevista, la fascia al 33% si allunga di 5.000 euro. La quota di reddito compresa tra 50.000 e 55.000 euro verrebbe quindi tassata al 33% invece che al 43%. Lo conferma l’articolo 9, comma 1, del testo del disegno di legge (A.C. 3174): per il solo anno 2027 l’Irpef lorda si calcola con 23% fino a 28.000 euro, 33% oltre 28.000 e fino a 55.000 euro, 43% oltre 55.000 euro. La relazione illustrativa stima il costo in circa 1,4 miliardi nel triennio.

Quanto si risparmia: il calcolo

Il vantaggio massimo si ricava facilmente: 5.000 euro di reddito spostati dall’aliquota del 43% a quella del 33% valgono 10 punti percentuali, cioè 500 euro in meno di imposta. Ecco alcuni esempi, calcolati sul reddito imponibile e prima di detrazioni, addizionali e contributi:

  • fino a 50.000 euro: nessun risparmio da questa misura;
  • 52.000 euro: 2.000 euro x 10% = 200 euro in meno;
  • 55.000 euro: 5.000 euro x 10% = 500 euro in meno;
  • 70.000 euro o più: il risparmio resta di 500 euro, perché riguarda solo la fascia tra 50.000 e 55.000 euro.

Sono cifre che ho ricavato dalle aliquote, non importi indicati in un documento ufficiale. L’effetto reale dipenderà dalla situazione di ciascun contribuente.

Per chi vale

La misura riguarda chi paga l’Irpef con reddito imponibile superiore a 50.000 euro: dipendenti, pensionati e autonomi in regime ordinario. Chi resta sotto quella soglia non ha alcun beneficio da questo intervento. Non rientrano i forfettari, che pagano un’imposta sostitutiva: per loro la manovra prevede altre novità, che trovi nell’articolo sulla soglia a 100.000 euro per i forfettari.

Un esempio pratico aiuta a capire la portata della misura. Chi ha un reddito imponibile di 53.000 euro oggi paga il 43% sui 3.000 euro che superano la soglia dei 50.000. Se la norma sarà approvata, quella stessa parte sarebbe tassata al 33%, con un’imposta più bassa di 300 euro. Il vantaggio cresce con il reddito fino a 55.000 euro e poi resta fisso, perché la fascia interessata è sempre la stessa. Per la grande maggioranza dei contribuenti, che dichiara redditi inferiori a 50.000 euro, la misura non produce effetti, quindi la platea interessata è limitata.

Va ricordato che l’ampliamento è previsto soltanto per il 2027. La relazione non indica che la modifica sia destinata a diventare strutturale, quindi per gli anni successivi servirebbe un nuovo intervento normativo. Per questo conviene leggere con prudenza le cifre che circolano: sono stime sul beneficio massimo, non garanzie di riduzione in busta paga.

Cosa resta da chiarire

  • il testo articolato della norma, con le disposizioni di dettaglio;
  • il rapporto con le detrazioni e con le altre misure della manovra;
  • le eventuali modifiche in Parlamento, dove i correttivi sono sempre possibili;
  • le istruzioni operative per i sostituti d’imposta e per la dichiarazione dei redditi.

Per seguire l’iter puoi leggere il calendario dei lavori in Parlamento, mentre tutte le misure già previste sono nella guida alla legge di bilancio 2027.

Fonti ufficiali