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Voucher baby sitter per autonomi nella manovra 2027: fino a 500 euro al mese al posto del congedo

La manovra 2027 prevede un voucher per autonomi: fino a 500 euro al mese per tre mesi per baby sitter e servizi educativi, in alternativa al congedo parentale.

La manovra 2027 introduce, in via sperimentale, un voucher per i lavoratori autonomi che hanno bisogno di baby sitter o servizi educativi per i figli piccoli. Secondo la relazione illustrativa al disegno di legge di bilancio 2027-2029, vale fino a 500 euro al mese per un massimo di tre mesi ed è alternativo al congedo parentale. La sperimentazione riguarda il triennio 2027-2029 e il costo stimato è di circa 0,7 miliardi di euro. Come tutta la manovra, non è ancora legge: il Parlamento deve approvarla entro il 31 dicembre.

Come funziona il voucher

Dalla relazione emergono quattro elementi:

  • chi: i lavoratori autonomi;
  • quanto: fino a 500 euro al mese;
  • per quanto tempo: al massimo tre mesi;
  • a quali condizioni: in alternativa al congedo parentale, quindi non in aggiunta.

Facendo i conti, il massimo che una famiglia potrebbe ricevere è 1.500 euro (500 euro per tre mesi). È un calcolo mio sulle cifre indicate, non un importo previsto da una norma già pubblicata.

Perché è alternativo al congedo

L’idea è offrire a chi lavora in proprio una scelta: invece di fermarsi per il congedo parentale, può ricevere un contributo per pagare chi si occupa del bambino, che sia una baby sitter o un servizio educativo. Chi sceglie il voucher non utilizza il congedo per quel periodo. È un punto importante per i genitori autonomi, che spesso non possono permettersi di interrompere l’attività.

Per una famiglia di lavoratori autonomi la scelta tra voucher e congedo può cambiare molto nel concreto. Il congedo parentale comporta di norma una pausa dall’attività e una riduzione del reddito, mentre un contributo da spendere per una baby sitter o per un servizio educativo permetterebbe, almeno in teoria, di continuare a lavorare. Tutto dipenderà però dalle regole di dettaglio: se i requisiti fossero troppo stringenti o la procedura complessa, il vantaggio per chi lavora in proprio potrebbe ridursi.

Un altro elemento da tenere d’occhio è il carattere sperimentale della misura. La relazione parla del triennio 2027-2029 e di una spesa complessiva di circa 0,7 miliardi: significa che l’iniziativa ha un orizzonte limitato e verrà valutata nel tempo. Finché il Parlamento non avrà approvato la legge di bilancio, le cifre vanno intese come quelle del disegno di legge e non come diritti già acquisiti.

Cosa non sappiamo ancora

La relazione non indica requisiti di reddito o di altro tipo, né le modalità di richiesta. Mancano quindi informazioni essenziali:

  • chi potrà fare domanda e con quali limiti di reddito o di iscrizione previdenziale;
  • se il voucher sarà utilizzabile solo con operatori accreditati o anche per un servizio occasionale;
  • da chi sarà gestita la domanda e con quali tempi;
  • se il bonus si potrà cumulare con altre agevolazioni per le famiglie.

Questi dettagli arriveranno con il testo articolato e con le eventuali istruzioni operative. Se la misura sarà approvata, aggiorneremo l’articolo con le regole definitive.

Le altre misure per le famiglie

Il voucher si inserisce nel pacchetto famiglia della manovra, che comprende anche il fondo per i nuovi nati. Tutte le misure sono raccolte nella guida alla legge di bilancio 2027, mentre per capire cosa può cambiare durante l’esame parlamentare c’è il calendario dei lavori.

Fonti ufficiali