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ISEE corrente 2026: cos’è, quando si richiede e come funziona

ISEE corrente nel 2026: cos’è, quando si può chiedere, documenti, validità di sei mesi e novità dell’ISEE 2026 sulla prima casa.


L’ISEE corrente è un indicatore della situazione economica equivalente che tiene conto delle variazioni di reddito e patrimonio che si verificano nel corso dell’anno. Perché l’ISEE ordinario tiene conto di una situazione di un nucleo familiare, relativa ai due anni precedenti. Di norma l’ISEE ordinario si basa sui redditi e sui patrimoni di due anni prima: per un ISEE presentato nel 2026, ad esempio, si considerano i redditi 2024 e il patrimonio al 31 dicembre 2024.

Cos’è l’ISEE corrente


L’ISEE è un indicatore che serve a valutare la situazione economica delle famiglie, tenendo conto del reddito, del patrimonio e della composizione del nucleo familiare. L’ISEE è necessario per accedere a diverse prestazioni sociali agevolate, come l’assegno di inclusione, l’assegno unico per i figli, le borse di studio, i ticket sanitari e molti altri.

L’ISEE ordinario si basa sui redditi e i patrimoni dell’anno precedente a quello della richiesta. Tuttavia, può capitare che nel corso dell’anno si verifichino delle variazioni significative della situazione economica, come la perdita del lavoro, la riduzione dello stipendio, l’interruzione di trattamenti assistenziali o previdenziali o altri eventi avversi.

In questi casi, è possibile richiedere l’ISEE corrente, che aggiorna il valore dell’indicatore in base ai redditi e ai patrimoni degli ultimi 12 mesi (o degli ultimi 2 mesi, se si tratta di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che hanno subito una perdita, una sospensione o una riduzione dell’attività lavorativa).

L’ISEE corrente permette di ottenere un valore più adeguato alla situazione economica attuale e di beneficiare delle prestazioni sociali a cui si ha diritto.

Quando si può richiedere l’ISEE corrente


L’ISEE corrente si può richiedere quando si verificano delle variazioni della situazione economica del nucleo familiare superiori al 25% rispetto a quella dichiarata nell’ISEE ordinario.

Per calcolare la variazione percentuale si deve confrontare il reddito complessivo del nucleo familiare negli ultimi 12 mesi (o negli ultimi 2 mesi moltiplicati per 6) con il reddito complessivo dichiarato nell’ISEE ordinario.

Se la variazione è superiore al 25%, si può presentare la domanda di ISEE corrente.

Quali documenti servono per l’ISEE corrente


Per richiedere l’ISEE corrente bisogna presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), lo stesso documento che serve per l’ISEE ordinario.

La DSU contiene le informazioni anagrafiche, reddituali e patrimoniali di tutti i componenti il nucleo familiare.

Per compilare la DSU bisogna avere a disposizione i seguenti documenti:

  • il codice fiscale di tutti i componenti il nucleo familiare;
  • il modello 730 o il modello Unico dei redditi dell’anno precedente;
  • le certificazioni dei redditi da lavoro dipendente, autonomo o occasionale degli ultimi 12 mesi (o degli ultimi 2 mesi se si tratta di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che hanno subito una perdita, una sospensione o una riduzione dell’attività lavorativa);
  • le certificazioni dei trattamenti previdenziali o assistenziali degli ultimi 12 mesi (o degli ultimi 2 mesi se si tratta di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che hanno subito una perdita, una sospensione o una riduzione dell’attività lavorativa);
  • le certificazioni dei redditi da capitale, da fabbricati, da terreni, da partecipazioni, da attività finanziarie e da altri redditi diversi degli ultimi 12 mesi;
  • le certificazioni dei patrimoni mobiliari e immobiliari al 31 dicembre dell’anno precedente;
  • le certificazioni delle spese sanitarie, delle spese per l’istruzione, delle spese per l’affitto o il mutuo e di altre eventuali spese deducibili o detraibili.

Come si calcola l’ISEE corrente

isee


L’ISEE corrente si calcola con la stessa formula dell’ISEE ordinario, ma utilizzando i redditi e i patrimoni degli ultimi 12 mesi (o degli ultimi 2 mesi moltiplicati per 6) invece di quelli dell’anno precedente.

La formula è la seguente:

ISEE = (Reddito complessivo + Patrimonio mobiliare/20 + Patrimonio immobiliare/100) / Scala di equivalenza

Il reddito complessivo è la somma dei redditi di tutti i componenti il nucleo familiare, al netto delle deduzioni e delle detrazioni previste dalla normativa fiscale.

Il patrimonio mobiliare è la somma dei valori dei depositi bancari, dei titoli, delle azioni, delle obbligazioni, dei fondi comuni di investimento e di altre attività finanziarie possedute dal nucleo familiare.

Il patrimonio immobiliare è la somma dei valori catastali degli immobili posseduti dal nucleo familiare, al netto dell’abitazione principale e delle relative pertinenze.

La scala di equivalenza è un coefficiente che tiene conto della composizione del nucleo familiare e del numero dei componenti. La scala di equivalenza assegna un valore di 1 al primo componente, di 0,5 ai componenti successivi fino al terzo e di 0,3 ai componenti successivi dal quarto in poi. Inoltre, prevede dei coefficienti maggiorati per i nuclei con tre o più figli o con persone con disabilità o non autosufficienti.

Validità ISEE corrente: quanto tempo dura


L’ISEE corrente ha una validità di 6 mesi dalla data della presentazione della DSU. Dopo questo periodo, se la situazione economica non è cambiata, si può richiedere il rinnovo dell’ISEE corrente presentando una nuova DSU con gli stessi dati. Se invece la situazione economica è cambiata, si deve presentare una nuova DSU con i dati aggiornati.

L’ISEE corrente sostituisce l’ISEE ordinario per tutte le prestazioni sociali a cui si ha diritto. Tuttavia, se l’ISEE ordinario è più favorevole dell’ISEE corrente, si può scegliere di utilizzare quello.

I controlli INPS sul modello ISEE corrente


L’INPS effettua dei controlli sul modello ISEE corrente per verificare la veridicità delle dichiarazioni rese dai richiedenti. In caso di dichiarazioni false o incomplete, l’INPS può revocare l’attestazione ISEE corrente e chiedere la restituzione delle prestazioni sociali indebitamente percepite.

Fonti ufficiali

Cosa cambia con l’ISEE 2026

Dal 1° gennaio 2026 sono in vigore le novità sull’ISEE introdotte dalla legge di Bilancio 2026. La principale riguarda la prima casa: la soglia di esclusione del valore dell’abitazione principale sale da 52.500 a 91.500 euro, con importi più alti nei capoluoghi delle città metropolitane e una maggiorazione per i figli conviventi successivi al primo. Sono state inoltre rafforzate le maggiorazioni della scala di equivalenza per le famiglie con più figli, mentre criptovalute e rimesse dall’estero rientrano tra le attività da dichiarare.

Cambia anche la presentazione: dal 2026 la DSU precompilata dall’INPS diventa la modalità generale e gli attestati ISEE emessi nel 2025 hanno perso efficacia il 31 dicembre 2025. Per questo, nel 2026, è necessario un nuovo ISEE ordinario prima di chiedere quello corrente.

ISEE corrente: quando conviene davvero

L’ISEE corrente conviene quando la situazione della famiglia è peggiorata in modo rilevante rispetto ai due anni di riferimento: perdita del lavoro, cassa integrazione, fine di un contratto, riduzione del reddito oltre il 25%. In questi casi si presenta una nuova DSU con i redditi aggiornati, che ha validità di sei mesi. Prima di fare la richiesta è utile simulare il valore con il proprio CAF e verificare che davvero risulti più basso di quello ordinario.

Fonti ufficiali