naspi INPS 2026 naspi INPS 2026

NASpI anticipata dal 2026: 70% subito e 30% dopo, domanda entro 30 giorni

Dal 2026 la NASpI anticipata per aprire un’attività si paga in due rate, 70% e 30%: domanda entro 30 giorni e casi di restituzione.

Chi perde il lavoro e vuole aprire un’attività in proprio può chiedere la NASpI in forma anticipata, cioè incassare in una volta sola l’indennità spettante invece che mese per mese. Dal 2026 però le regole sono cambiate: l’anticipo non arriva più in un’unica soluzione ma in due rate, la prima pari al 70% e la seconda al 30%. Lo ha chiarito l’INPS con il messaggio n. 1215 del 7 aprile 2026 e nel proprio dossier sulla NASpI.

Cos’è la NASpI anticipata

La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione dell’INPS per chi perde involontariamente il lavoro. In via ordinaria viene pagata mese per mese. Chi intende avviare un’attività autonoma o di impresa individuale, o associarsi in cooperativa, può invece chiedere l’anticipo dell’intero importo ancora spettante, per avere subito il capitale necessario a partire. Fino al 31 dicembre 2025 l’anticipo veniva pagato in un’unica soluzione.

Cosa cambia: 70% subito e 30% dopo

Per le domande presentate dal 1° gennaio 2026 l’INPS liquida l’anticipo in due tranche: il 70% dell’importo e il restante 30%. Resta quindi la possibilità di avere subito una parte molto consistente della prestazione, ma non più l’intera somma in un colpo solo.

Quando presentare la domanda

La domanda di anticipo va presentata entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività autonoma o di impresa, o dalla sottoscrizione della quota di capitale sociale nel caso della cooperativa. Superato il termine si perde la possibilità di chiedere l’anticipo e si continua con il pagamento mensile ordinario. Conviene quindi organizzarsi prima dell’avvio dell’attività, preparando i documenti e verificando di avere ancora diritto alla prestazione.

Quando bisogna restituire la somma

L’anticipo non è un regalo senza condizioni. Secondo le indicazioni dell’INPS, la somma va restituita se, dopo averla ottenuta, si torna a lavorare come dipendente prima della scadenza del periodo per cui l’indennità sarebbe spettata. Va restituita anche se si ottiene una pensione diretta. Per questo è importante valutare con attenzione se il progetto imprenditoriale è davvero sostenibile prima di chiedere il capitale in anticipo.

Conviene davvero chiedere l’anticipo?

La scelta dipende dal progetto. L’anticipo dà liquidità immediata per acquistare attrezzature, pagare le spese di avvio o versare la quota in una cooperativa, ma rinuncia ai mesi di sostegno che sarebbero arrivati con l’indennità ordinaria. Con il nuovo meccanismo a due rate, inoltre, bisogna pianificare le spese tenendo conto che il 30% non è disponibile subito. Prima di decidere è utile fare un conto realistico di costi e ricavi dei primi mesi e confrontarlo con quello che si incasserebbe restando con la NASpI mensile.

Come presentare la domanda

  • verificare sul sito INPS di avere ancora diritto alla NASpI e l’importo residuo;
  • presentare la domanda di anticipo online, con SPID, CIE o CNS, entro 30 giorni dall’inizio dell’attività;
  • attendere la liquidazione della prima rata, pari al 70%;
  • conservare la documentazione dell’attività avviata, utile per eventuali controlli.

Se stai valutando di mettere in piedi un’attività dopo la fine del rapporto di lavoro, ricorda che la scelta ha effetti anche sulla pensione futura: contributi e gestione previdenziale cambiano a seconda della forma di attività scelta. Trovi i requisiti per andare in pensione nelle nostre guide, come quella sulla pensione a 67 anni nel 2026.

Fonti ufficiali

  • INPS, messaggio n. 1215 del 7 aprile 2026;
  • INPS, dossier NASpI e scheda sulla NASpI anticipata.