La pensione di vecchiaia a 67 anni resta la porta d’uscita ordinaria del sistema italiano: non richiede carriere lunghissime, ma un’età precisa e almeno 20 anni di contributi. Nel 2026 il requisito è ancora di 67 anni; dal 2027 sale. In questa guida, che raccoglie e aggiorna i nostri vecchi articoli sul tema, trovi chi può andare in pensione a 67 anni, quanto servono di contributi, cosa cambia per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995 e come si presenta la domanda. I dati sono quelli della scheda INPS sulla pensione di vecchiaia, aggiornata a giugno 2026.
I requisiti per chi ha contributi prima del 1996
Chi può far valere contribuzione al 31 dicembre 1995 rientra nel sistema misto e può accedere alla pensione di vecchiaia con questi requisiti anagrafici: 67 anni nel 2026, 67 anni e 1 mese nel 2027, 67 anni e 3 mesi nel 2028. Insieme all’età servono almeno 20 anni di contributi. Per raggiungerli conta tutta la contribuzione, a qualsiasi titolo versata o accreditata: da lavoro, da riscatto, volontaria e figurativa.
Chi ha iniziato dopo il 1° gennaio 1996
Per chi ha il primo accredito contributivo dal 1996 l’età è la stessa (67 anni, poi 67 anni e 1 mese e 67 anni e 3 mesi) e servono almeno 20 anni di contributi, ma c’è una condizione in più: l’importo della pensione deve risultare pari all’importo dell’assegno sociale, che per il 2026 l’INPS indica in 546,24 euro al mese. Chi non raggiunge quella soglia ha un’alternativa: la pensione di vecchiaia a 71 anni (71 anni e 1 mese nel 2027, 71 anni e 3 mesi nel 2028) con cinque anni di contribuzione effettiva, cioè obbligatoria, volontaria o da riscatto, esclusa quella figurativa, a prescindere dall’importo.
Le deroghe: 15 anni di contributi
In base al decreto legislativo 503/1992 basta un’anzianità contributiva minima di 15 anni per alcune categorie: chi aveva maturato 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992; i lavoratori dipendenti (esclusi gli iscritti alla gestione esclusiva) e gli autonomi ammessi alla prosecuzione volontaria prima del 31 dicembre 1992; e i dipendenti con almeno 25 anni di anzianità assicurativa e almeno dieci anni, anche non consecutivi, di lavoro per periodi inferiori a 52 settimane nell’anno solare. Chi ha esattamente 20 anni di versamenti trova il quadro completo in pensione con 20 anni di contributi nel 2026.
Invalidi all’80% e lavori gravosi
I lavoratori dipendenti iscritti all’AGO riconosciuti invalidi in misura pari o superiore all’80% mantengono un requisito anagrafico più basso: 61 anni gli uomini e 56 le donne nel 2026, con un mese in più nel 2027 e tre mesi in più nel 2028. Per i lavori gravosi o particolarmente faticosi e pesanti si può andare in pensione a 66 anni e 7 mesi con 30 anni di contributi, se l’attività gravosa è stata svolta per almeno sette anni negli ultimi dieci, oppure a 67 anni con 30 anni di contributi se è stata svolta per almeno sei anni negli ultimi sette. Questi requisiti valgono fino al 31 dicembre 2028.
Serve lasciare il lavoro?
Sì, per i dipendenti. Per ottenere la pensione di vecchiaia è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, mentre non è richiesta la cessazione dell’attività di lavoratore autonomo o parasubordinato.
Da quando decorre
Per i dipendenti e gli autonomi iscritti all’AGO e per gli iscritti alla Gestione Separata la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si perfezionano tutti i requisiti, oppure, su richiesta, dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Per i dipendenti pubblici della gestione esclusiva (CTPS, CPDEL, CPS, CPUG, CPI) decorre invece dal giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro. Nella scuola e nell’AFAM la decorrenza è rispettivamente il 1° settembre e il 1° novembre dell’anno in cui si perfezionano i requisiti.
Come presentare la domanda
La domanda si presenta online sul sito INPS con il servizio dedicato, oppure tramite il Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 da rete mobile, oppure con un patronato. Il termine ordinario per il provvedimento è di 30 giorni, salvo i casi in cui l’Istituto abbia fissato termini diversi con proprio regolamento.
Cosa cambia dal 2027
Dal 1° gennaio 2027 il requisito sale di un mese e nel 2028 di tre mesi rispetto al 2026, per l’adeguamento alla speranza di vita. Gli scatti successivi saranno fissati con i prossimi decreti: oggi non esistono cifre ufficiali oltre il 2028. Per il quadro completo leggi età pensionabile 2027 e 2028, mentre per capire se convenga uscire nel 2026 o nel 2027 c’è la guida pensione nel 2026 o nel 2027. Se vuoi invece uscire prima di 67 anni, leggi la guida alla pensione a 64 anni e quella sulla pensione a 63 anni.
Fonti ufficiali: INPS, scheda “Pensione di vecchiaia” (aggiornata al 12 giugno 2026); INPS, circolare n. 28 del 16 marzo 2026.