Pensione Ape sociale, si esce a 63 anni, domanda entro il 15 luglio per la certificazione

Per l’Ape sociale occorre presentare domanda entro il 15 luglio 2021, altrimenti bisognerà attendere la verifica delle coperture finanziarie
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Che sia una misura alquanto particolare l’Ape sociale lo sanno tutti. Una misura che sembra una classica misura pensionistica ma che approfondendo il campo non lo è. Infatti siamo di fronte ad uno strumento pensionistico che se da un lato permette l’anticipo di 4 anni rispetto alla pensione di vecchiaia, ma con una dotazione di contributi versati nettamente più rilevante  (per la vecchiaia servono 20 anni, per l’Ape invece ne servono 30 o 36), da un altro è indirizzato solo a determinate categorie.

Misura particolare quindi, e lo dimostra anche la modalità di richiesta che prevede un passaggio precedente la vera e propria domanda di pensionamento. E tra le altre cose manca poco più di un mese ad una scadenza molto importante.

L’Ape sociale per pochi

L’Ape sociale è una misura che accompagna il lavoratore o il soggetto interessato alla sua normale pensione di vecchiaia. Infatti si può uscire in anticipo già a 63 anni, ricevendo un assegno mensile da parte dell’Inps come una normale pensione, e di importo pari alla pensione maturata alla data di uscita dal lavoro.

Ma al posto di essere erogato su 13 mensilità come la classica pensione, l’assegno è erogato su 12 mensilità. Inoltre, l’assegno non prevede integrazioni reddituali quali sono le maggiorazioni sociali.

E tra le altre cose, l’assegno non è reversibile mortis causa, cioè non passa a coniuge o figli se il titolare muore durante il periodo di fruizione dell’anticipo pensionistico.

E come detto, la misura non riguarda la generalità dei lavoratori perché è destinata a:

  • Disoccupati che hanno completato il periodo coperto da Naspi;
  • Invalidi con il 74% di disabilità confermata dalla Commissione Invalidi Civili ASL;
  • Caregivers, cioè chi ha parenti stretti conviventi ed invalidi a carico da almeno 6 mesi;
  • Chi svolge una delle 15 attività gravose previste da 6 degli ultimi 7 anni o da 7 degli ultimi 10.

Seconda finestra di domande prossima alla scadenza

Come tutte le misure a scadenza, anche l’Ape social è finanziata con risorse predeterminate. Quest’anno il governo nella legge di Bilancio ne ha messe di più, ma ciò non esenta i potenziali beneficiari dal rischio che a risorse esaurite le loro domande non vengano accolte.

Tra le particolarità della misura infatti c’è anche il fatto che occorre presentare la domanda di certificazione del diritto alla pensione con l’Ape sociale. Infatti occorre che l’Inps confermi il diritto all’uscita con l’anticipo pensionistico dopo aver verificato per esempio, che siano decorsi 6 mesi dal via all’assistenza del parente disabile piuttosto che si rientri davvero tra le attività gravose.

E la domanda di certificazione del diritto scade il 15 luglio, dopo che la precedente è scaduta il 31 marzo scorso. Chiunque completa i requisiti entro la fine dell’anno può presentare domanda di certificazione. Se la si presenta dopo il 15 luglio ed entro il 30 novembre prossimo (terza finestra), si può seriamente correre il rischio che qualcosa vada male, cioè che le risorse che il governo ha destinato siano insufficienti per l’accoglimento della domanda.

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