Pensione con quota 97,6 prima dei 62 anni, ecco come fare

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Pensione con quota 97,6 prima dei 62 anni, ecco come fare per non perdere i mesi di pensione anticipata.
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Andare in pensione prima è una possibilità che spesso dipende dal lavoro svolto dal diretto interessato e così che svolgere un lavoro gravoso fa rientrare nella quota 41 per i precoci o nell’Ape sociale. Uscite favorevoli quindi, o senza limiti di età o a partire dai 63 anni. Nel sistema previdenziale italiano però c’è anche altro, perché c’è un particolare scivolo che sempre in base al lavoro svolto, fa uscire prima dei 62 anni. Ma occhio alla tipologica di attività svolta.

Pensione con quota 97,6 prima dei 62 anni di età, sapete cosa fare?

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Lo scivolo di cui parliamo altro non è che quello per i cosiddetti lavori usuranti che permette un pensionamento più agevolato perfino dell’Ape sociale. Infatti si può lasciare il lavoro già a partire dai 61 anni e 7 mesi di età con 35 anni. La misura è destinata solo a determinate categorie di lavoratori e funziona anche con una quota. Perché oltre all’età ed ai contributi bisogna raggiungere sommando i periodi, quota 97,6. Possono avere accesso alla pensione in regime usuranti:

  • Gli addetti alle linee di montaggio a catena con lavoro in turni;
  • Chi svolge un lavoro notturno per gran parte della sua giornata lavorativa e per gran parte della carriera;
  • Autisti dei mezzi di trasporto pubblici con più di 9 passeggeri;
  • Addetti al lavoro in cassoni ad aria compressa;
  • Operai addetti al lavoro in galleria, nelle cave o nelle miniere;
  • Palombari;
  • Addetti a lavori in spazi ristretti e angusti;
  • Addetti a lavori con costante esposizione alle alte temperature.

Come fare per la pensione usuranti, la domanda e la certificazione del diritto

Per poter andare in pensione con questa misura serve per prima cosa chiedere all’INPS la certificazione del diritto. In pratica bisogna richiedere l’istanza di certificazione e va fatta entro il 1° maggio dell’anno precedente quello di presentazione della vera domanda di pensione che è successiva quindi. Chi non presenta la domanda di certificazione per tempo rischia di perdere da uno a tre mesi di pensione.

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