Pensione: perchè i nati nel 1959 devono raggiungere i 38 anni di contributi entro il 2021?

Perchè è essenziale per i nati del 1959 raggiungerei 38 anni di contributi?
riforma pensioni

I nati nel 1959 sono gli ultimi fortunati che potranno accedere al pensione con la quota 100 senza penalizzazioni e senza il tanto temuto scalone che si verrà a creare nel 2022 per chi non è riuscito a centrare la misura.

Ma per accedere al pensionamento con la quota 100, i nati nel 1959 centreranno in automatico soltanto il requisito anagrafico mentre non è detto che riusciranno a raggiungere quello contributivo.

Ma risulta, soprattutto per i nati nel 1959 e negli anni precedenti, essenziale raggiungere i 38 anni di contributi, almeno per non precludersi una possibilità di pensionamento ottima sotto tutti i punti di vista, proprio per il fatto che non prevede tagli sull’assegno spettante. Cosa che non si può prevedere per qualsiasi altra misura che sarà introdotta in sostituzione della quota 100.

Pensione nati 1959

Ma se un lavoratore che nel 2021 compie i 62 anni non è riuscito a centrare i 38 anni di contributi è tutto perduto? Non proprio, anche se con i contributi da lavoro effettivo non si raggiunge il requisito richiesto è bene sapere che lo stesso si può tentare di raggiungere in altri modi.

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Le donne, per esempio, possono eventualmente riscattare contributi figurativi per maternità avvenute al di fuori del rapporto di lavoro e gli uomini, invece possono riscattare l’anno di servizio militare. Si tratta, in questi casi, di riscatti gratuiti che potrebbero fornire al lavoratore contributi utili sia al diritto che alla misura della pensione.

Se non si riesce neanche in questo modo a raggiungere i 38 anni di contributi si può tentare la strada del riscatto oneroso. Si possono riscattare onerosamente, per esempio, gli anni di studio universitario che hanno portato al conseguimento della Laurea (anche con il riscatto agevolato), si possono riscattare, sempre pagando, i periodi di buchi contributivi presenti tra un contratto di lavoro a termine e l’altro in caso di carriere discontinue.

Ma possono essere riscattati anche periodi di omissione contributiva da parte del datore di lavoro o per periodi in cui non vi era l’obbligo di versamento.

Val la pena, in questo caso, prendere in considerazione tutti i periodi in cui non sono stati versati contributi per capire se in qualche modo è possibile raggiungere il requisito di pensionamento entro la fine dell’anno.

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