Pensione quota 100 verso l’addio: servono penalizzazioni

Con l'addio alla quota 100 la Corte dei Conti avverte: servono le penalizzazioni!

riforma pensioni

Riforma pensioni con i tempi sempre più stretti visto che fra poco più di un anno dovremo dire addio alla quota 100 e al suo posto dovrà subentrare una misura che consenta di evitare lo scalone di 5 anni che con questa scadenza si verrebbe, inevitabilmente a creare. Già sono ricominciati, infatti, i tavoli di incontro tra governo e parti sociali per definire la nuova misura.

Addio quota 100 e debito pubblico

La quota 100, anche se molto amata dai lavoratori e che ha permesso migliaia di pensionamenti ha un peso non indifferente sul bilancio statale.

Il debito pubblico italiano ormai ha raggiunto i 2500 miliardi di euro ed il nostro sistema previdenziale sta diventando sempre meno sostenibile. In un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo nel 2020, molte sono state le critiche mosse da diversi paesi dell’UE sui costi che l’Italia sostiene per le pensioni ed i pensionamenti.

A porre un freno sulla questione anche la Corte dei Conti che ha posto l’accento sui moltissimi esborsi dello Stato proprio per la tenuta del sistema previdenziale. I costi delle pensioni in pagamento, infatti, pesano molto di più rispetto alle entrate contributive ma questo non solo per colpa della quota 100.

Ad incidere pesantemente sui bilanci, infatti, è il sistema retributivo e i pensionamenti anticipati. La Corte dei Conti, quindi, suggerisce, alla scadenza di quota 100 di inserire si una misura flessibile che sia, però, bilanciata da penalizzazioni per chi sceglie di anticipare la pensione.

Il messaggio appare abbastanza chiaro: con la prossima riforma pensioni chi desidera anticipare la pensione dovrà pagare di tasca propria con tagli sull’assegno previdenziale.