Pensioni a 62 anni, sanatoria cartelle e stop reddito di cittadinanza, cosa accade nel 2023?

Mario nava
Tutti i penalizzati sulle pensioni 2023 e 2024, ecco gli sfortunati che prenderanno poco per via del calcolo sfavorevole.

La manovra del Governo Meloni ha almeno 3 grandi punti cardine e tra polemiche e critiche, l’esecutivo va avanti come u treno. Come sempre ogni misura fa contento qualcuno e scontante un altro. E gli scontenti per le misure del Governo sono più che i contenti, almeno in base a quello che si legge ovunque. I tre punti cardine sono pensioni a 62 anni, sanatoria cartelle e stop reddito di cittadinanza.

Pensione a 62 anni dal 2023, come?

La pensione a 62 anni nel 2023 si centrerà con la nuova misura varata dal Governo che si chiama quota 103. Servono almeno 41 anni di contributi versati ed almeno 62 anni di età. E poi serve che dei 41 anni almeno 35 siano effettivi da lavoro. Possono uscire tutti i lavoratori a prescindere dal genere o dal lavoro svolto. Una novità che ha portato troppo in alto la dote contributiva necessaria. Dai 38 della precedente quota 100 o quota 102 si è passati ai 41 e quindi molti storcono il naso.

Reddito di cittadinanza ridotto, ma come?

Ogni misura previdenziale che prevede una uscita anticipata, causa una spesa maggiore per le casse dello Stato. Un esborso che necessita di risorse aggiuntive ed il Governo per recuperare qualcosa e per risparmiare, ha puntato il reddito di cittadinanza, naturalmente da tagliare. E per il reddito di cittadinanza tagli sono stati previsti per chi è beneficiario con età compresa tra i 18 ed i 59 anni. Tagli di durata che da 12 mesi nel 2023 passerà ad 8 mesi. E nel frattempo questi beneficiari saranno alle prese con corsi di formazione obbligatori come le risposte affermative alle proposte di lavoro congrue o ai lavori di pubblica utilità.

Sanatoria cartelle esattoriali

Altro capitolo discusso forse più del reddito di cittadinanza è quello delle cartelle esattoriali. Il Governo ha pensato ad una grande sanatoria delle cartelle, con una cancellazione per determinati ruoli e una rottamazione per altri. Nel primo caso cancellazione d’ufficio per le cartelle esattoriali sotto il valore di 1.000 euro e diventate di competenza di Equitalia prima del 2015. Nel secondo caso rottamazione delle cartelle, con debiti dal primo gennaio 2000 al 30giugno 2022 scontati di interessi e sanzioni e pagabili a scelta fino a 18 rate semestrali dal 31 luglio 2023 al 30 novembre 2027.

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