Pensioni, una legge per evitare il taglio causa PIL

Nessuna influenza del calo del PIL sulle future pensioni, rassicura la ministra Catalfo, è in arrivo proposta di legge.

Nunzia Catalfo

Oggi, 14 ottobre, si è tenuto un nuovo tavolo di incontro tra la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ed i sindacati in ambito riforma pensioni.

Come ormai sappiamo tutti il nodo principale da sciogliere è trovare una misura che possa andare a sostituire la quota 100 alla sua scadenza il 31 dicembre 2021 per evitare lo scalone di 5 anni in cui incapperebbero tutti coloro che decidono di accedere alla pensione a partire dal 1 gennaio 2022.

Serve, quindi, una misura flessibile che accompagni i futuri pensionati dopo la scadenza della quota 100 che, ricordiamo richiede solo 62 anni di età contestualmente ad almeno 38 anni di contributi maturati.

Le ipotesi allo studio sono diverse e tra le molte spicca la quota 41 per tutti, una misura fortemente voluta dai lavoratori precoci che si vedono la strada del pensionamento sbarrata dai troppi paletti attualmente imposti dalla quota 41.

Spunta anche un’ipotesi di quota 100 rivisitata che preveda, però, una penalizzazione sull’assegno previdenziale.

Nessuna decisione è stata presa al riguardo ma entro tempi abbastanza brevi sarà necessario trovare un’accordo anche se la notizia di oggi è fondamentalmente un’altra.

Taglio pensioni per PIL: arriva una legge

I sindacati riferiscono che nell’incontro odierno si è discusso delle possibili ripercussioni sui futuri pensionati qualora dovesse verificarsi un altro calo del PIL come già accaduto durante l’emergenza sanitaria per il Coronavirus.

A tal proposito la Ministra Catalfo ha annuciato che sarà presentata una proposta di legge che vada a sterilizzare gli effetti negativi del calo del PIL sul montante contributivo.

In questo modo  gli importi delle pensioni liquidate nei prossimi anni non avranno una diminuzione e a risentirne non siano i futuri pensionati.