Reddito di Cittadinanza, a novembre altri 18 mesi per molti, ma a condizioni diverse

Reddito di cittadinanza

Sono una platea di circa 300.000 beneficiari, tra famiglie e singoli, quelli che a settembre scorso hanno ricevuto l’ultima delle diciotto mensilità che il reddito di cittadinanza prevedeva per loro. E sono 300.000 quelli che da novembre, dopo il previsto mese di sospensione, torneranno a percepire il sussidio per ulteriori 18 mesi.

Quelli che entro il 30 ottobre hanno presentato domanda per il secondo giro di beneficio, presto dovrebbero avere risposta dall’Inps. Ma va sottolineato che sono diverse alcune condizioni del sussidio, nei secondi 18 mesi rispetto ai precedenti.

Reddito di cittadinanza, presto gli esiti

Come detto, è questione di giorni per avere l’esito delle domande presentate, per i richiedenti il secondo ciclo di sussidio. Un esito che molti considerano, e giustamente scontato, dal momento che la domanda per il secondo ciclo di sussidio utilizza lo stesso Isee che è stato utilizzato a febbraio 2020 per la conferma annuale del beneficio.

I beneficiari che di fatto erano risultati decaduti dal benefit dopo l’ultima rata incassata a settembre, adesso torneranno ad essere dentro il programma del reddito di cittadinanza.

Un ritorno con qualche novità

Novembre diventa il mese più importante per i 300.000 beneficiari del reddito di cittadinanza che si trovano ad essere i primi (come primi erano stati in quanto a domande presentate nel marzo 2019) a rinnovare il sussidio.

A novembre questi soggetti attendono il responso delle nuove domande e il primo mese di erogazione del sussidio per i 18 mesi di proroga.  

Rispetto ai primi 18 mesi, cambia relativamente poco per i beneficiari, che devono provvedere a rinnovare l’Isee a gennaio (quello attuale scade il 31 dicembre 2020) e devono firmare il Patto per il lavoro presso gli Uffici di Collocamento. La novità riguarda l’accettazione delle proposte di lavoro. Nel secondo ciclo questi devono accettare per forza, pena la perdita del beneficio, la prima offerta di lavoro avuta, e in tutto il territorio italiano. Solo le famiglie con minorenni possono accettare solo proposte di impiego entro 250 Km dal luogo di residenza del nucleo familiare.